I SERVIZI DI LOTTOGIGI

 

 

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Il re leone

Ogni mattina, quando il sole spunta all'orizzonte, un gigantesco sperone roccioso cattura i primi raggi di luce. E' la Rupe dei Re, dimora del mio buon amico, il re Mufasa e della sua adorata sposa, la regina Sarabi.

Una mattina, tutti gli animali provenienti da ogni angolo della Terra del Branco si erano radunati alla Rupe dei Re per onorare la nascita del loro primogenito Simba.

Io presi parte alla cerimonia con un compito speciale. Spaccai in due una zucca, vi immersi il dito e feci un segno sulla fronte di Simba.

Quindi sollevai in alto il futuro re perchè tutti potessero vederlo.

Gli elefanti fecero squillare le loro proboscidi come trombe, le scimmie saltellarono su e giù e le zebre batterono con gioia i loro zoccoli sul terreno.

Non lontano dal luogo della cerimonia, in una caverna dietro la Rupe dei Re, un accigliato leone della nera criniera bofonchiava.

Scar: "La vita a volte è ingiusta, non è vero? Guarda me. Io non diventerò mai re."

Era Scar, il fratello di Mufasa, geloso della posizione di Simba quale futuro successore al trono.

Pochi istanti dopo, Mufasa giunse all'ingresso della caverna.

Mufasa: "Sarabi e io non ti abbiamo visto alla presentazione di Simba."

Comparve anche Zazu, il fidato consigliere di Mufasa.

Zazu: "Come fratello del re avresti dovuto essere in prima fila."

Scar: "Be', ero io il primo della fila finché non è nato quel micio spelacchiato." Detto questo, Scar uscì sprezzante dalla caverna.

In poco tempo, Simba divenne un leoncino robusto e giocherellone.

Una mattina presto, lui e Mufasa salirono sulla sommità della Rupe dei Re. Mentre osservavano il sorgere del sole, Mufasa indicò i raggi che andavano illuminando la Terra del Branco.

Mufasa: "Guarda, Simba. Tutto ciò che è illuminato dal sole è il nostro regno."

Simba percorse l'orizzonte con lo sguardo e notò in lontananza una macchia scura.

Simba: "Ed i posti all'ombra, allora?"

Mufasa: "Quelli sono oltre i nostri confini. Non ci devi mai andare, Simba."

Simba: "Ma credo che un re potesse fare ciò che vuole."

Mufasa: "Oh! Essere re vuol dire molto di più che fare quello che vuoi. Tutto ciò che vedi coesiste grazie a un delicato equilibrio. Come re, devi capire questo equilibrio e rispettare tutte le creature, dalla piccola formica alla saltellante antilope. E così siamo tutti collegati nel grande cerchio della vita."

Più tardi rimasto solo, Simba incontrò Scar.

Simba: "Ehi, zio Scar, indovina? Io sarò il Re della Rupe dei Re. Il mio papà mi ha appena fatto vedere tutto il regno. Ed io lo comanderò tutto quanto."

Scar guardò  astutamente  il cucciolo di leone.

Scar: "Ti ha fatto vedere cosa c'è dietro l'altura del confine Nord?"

Simba: "Be', lì no. Ha detto che non ci posso andare."

Scar: "Una decisione assolutamente sensata. E' troppo pericoloso. Solo i leoni più coraggiosi ci possono  andare."

Simba: "Io sono coraggioso!"

Scar: "Fammi un favore, promettimi di non andare mai in quell'orribile posto."

Quando Simba tornò a casa, vi trovò la sua amica Nala e la madre di lei, Sardina, venute a far visita a Sarabi.

Simba: "Ehi, Nala! Vieni! Ho appena saputo di un posto fantastico."

Le madri diedero ai due cuccioli il permesso di uscire, a patto che con loro ci fosse anche Zazu.

Simba e Nala si misero a correre per la Terra del Branco nel tentativo di distanziare il loro baby-sitter, facendosi inseguire in mezzo ai branchi di animali, finché non lo seminarono.

Liberatisi di Zazu, i cuccioli cominciarono a giocare alla lotta.

Nala, con una finta, prese Simba alle spalle e lo atterrò. Insieme ruzzolarono giù per un pendio finendo in un oscuro crepaccio pieno di teschi e ossa di elefante.

Simba e Nala: "Wow!"

Simba si guardò intorno e trasalì.

Simba: "Ci siamo! Ce l'abbiamo fatta!"

Ma prima che i cuccioli potessero iniziare l'esplorazione, furono raggiunti da Zazu.

Zazu: "L'unica cosa che vedrete adesso, sarà l'uscita di questo posto!"

Simba: "Oh, accidenti!"

Zazu: "Avete superato largamente i confini della Terra del Branco!"

Simba: "Guarda, becco di banana ha paura!"

D'un tratto  tre iene sbucarono fuori dagli occhi di un teschio di elefante. Spaventati, Simba, Zazu e Nala fecero balzo indietro.

Erano Banzai, il suo compare Shenzi e lo sghignazzante Ed.

Banzai ridacchiò.

Banzai: "Un tiro di trasgressori."

Zazu cercò di portare i cuccioli in salvo, ma Banzai lo afferrò per le penne della coda e lo bloccò a terra. Le iene circondarono le loro prede leccandosi i baffi.

Zazu: "E' ora di andare!"

Shenzi: "Che fretta c'è? Saremo molto felici di avervi per cena."

Ed: "Già!"

Mentre le iene discutevano su chi mangiare prima, Simba, Nala e Zazu sgusciarono via quatti quatti. Ma le iene non rimasero distratte a lungo. Si misero al loro inseguimento costringendo Simba e Nala a correre a più non posso. Alla fine i cuccioli tentarono di nascondersi in mezzo ad alcune ossa d'elefante. Ma inutilmente!

E proprio quando per i due sembrava essere giunta la fine, comparve Mufasa che con una zampata mandò le tre iene zampe all'aria.

Mufasa: "Se vi avvicinerete di nuovo a mio figlio... "

Le iene sgusciarono via con la coda tra le zampe e Mufasa guardò Simba.

Simba: "Papà, io... "

Mufasa: "Hai disobbedito a tuo padre! Mi hai molto deluso."

Mufasa mandò a casa Nala e Zazu per poter parlare da solo con suo figlio. Simba sbirciò su verso suo padre.

Simba: "Stavo solo cercando di essere coraggioso come te."

Mufasa: "Simba, essere coraggiosi non significa andare in cerca di guai."

Simba: "Papà? Siamo amici, vero?  E staremo sempre insieme, vero?"

Mufasa guardò il cielo stellato.

Mufasa: "Simba, lascia che ti dica una cosa che mio padre disse a me. Guarda le stelle. I grandi re del passato ci guardano da quelle stelle. Perciò quando ti senti solo, ricordati che quei re saranno sempre lì per guidarti. E ci sarò anche io."

Nel frattempo le iene ricevettero la visita di Scar che, adirato, emerse dal buio della loro tana.

Scar: "Vi avevo consegnato quei cuccioli su un vassoio d'argento e non siete stati capaci di sistemarli a dovere."

Ed: "Be', sai! Non è che quei cuccioli fossero proprio soli, Scar."

Banzai sghignazzò.

Banzai: "Già, cosa potevamo fare, uccidere Mufasa?"

Scar lo fulminò con lo sguardo.

Scar: "Esattamente."         

Il giorno seguente, Scar invitò Simba ad accompagnarlo nella gola. Quando vi giunsero, Scar si voltò verso il suo giovane nipote.

Scar: "Ora aspetta qui. Tuo padre ha una magnifica sorpresa per te."

Simba: "Oh, che cos'è?"

Poco dopo averlo lasciato, Scar ordinò alle iene di lanciarsi contro un branco di gnu, per spingerlo verso Simba.

Da lontano, Mufasa notò il polverone sollevato dagli animali in fuga. Scar comparve al suo fianco.

Scar: "Mufasa! La mandria è impazzita! Nella gola! Ho visto Simba laggiù!"

Mufasa: "Simba!"

Senza aspettare un secondo, Mufasa si lanciò in soccorso del figlio.

Mufasa balzò giù nella gola lanciandosi in una corsa forsennata contro il tempo.

Trovò Simba e lo afferrò, mettendolo in salvo su una vicina sporgenza rocciosa un attimo prima che il branco degli animali arrivasse a travolgerlo. Quindi venne investito dalla valanga impazzita degli gnu.

Simba: "Papà!"

Disperatamente cercò di issarsi su uno sperone roccioso sopra il quale c'era Scar che lo stava guardando.

Mufasa: "Fratello, aiutami!"

Scar si protese verso Mufasa, lo tirò a sé quanto bastò per sussurrargli all'orecchio.

Scar: "Lunga vita la re!"

Quindi lasciò la presa, facendo precipitare Mufasa verso la morte. Simba guardò oltre la sporgenza di roccia proprio nell'attimo in cui il padre veniva travolto dagli animali in fuga.

Più tardi, Scar trovò Simba che singhiozzava accucciato accanto al corpo senza vita di suo padre.

Simba: "E' stato un incidente. Non l'ho fatto apposta."

Scar: "Ma il re è morto. E se non fosse stato per te, sarebbe ancora vivo. Che cosa penserà tua madre?

Simba singhiozzò più forte.

Simba: "Che cosa posso fare, adesso?"

Scar: " Devi scappare, Simba.

Scappa, scappa lontano e tornare mai più."

Simba fece come gli venne detto, senza sapere che suo zio aveva già dato ordine alle iene di ucciderlo.

Scar tornò alla Rupe dei Re per prendere possesso del trono.

Nel frattempo Simba era addentrato nella savana senza cibo né acqua. E non passò molto tempo che si accasciò esamine al suolo sotto il sole infuocato.

Mentre gi avvoltoi volteggiavano sopra la sua testa, un fococero dal grande cuore, di nome Pumbaa, si avvicinò al cucciolo di leone e si rivolse al suo fidato amico Timon, una mangusta dalla parlantina facile.

Pumbaa: "E' carino, e tutto solo. Possiamo tenerlo?"

Timon: "Pumbaa, ma sei impazzito? Stiamo parlando di un leone! I leoni mangiano quelli come noi!"

Ma Pumbaa senza dargli retta, lo prese e lo portò in salvo.   

Quando Simba si svegliò, il primo pensiero che lo colpì fu la morte di suo padre. Timon gli insegnò allora l'Hakuna Matata, un motto che significa "bando alle preoccupazione":

Timon: "Allora, devi sempre lasciare il passato dietro di te."

E questo fu esattamente ciò che fece Simba. E rimase nella giungla con Pumbaa e Timon per molto, molto tempo, finché non diventò un leone grande e grosso.

Ma alla fine gli venne una grande nostalgia del branco.

Una notte, mentre guardava il cielo stellato, si ricordò le parole che suo padre gli aveva detto tanto tempo prima.

Mufasa: "I grandi re del passato ci guardarono da quelle stelle. Perciò quando ti senti solo, ricordati che quei re saranno sempre lì per guidarti. E ci sarò anch'io."

Il giorno seguente, Pumbaa venne sorpreso e inseguito da una leonessa. Simba accorse in suo aiuto. Ma la leonessa ebbe facilmente ragione anche di lui, atterrandolo con una finta. Fu in quel momento che Simba la riconobbe.

Simba: "Nala? Sei proprio tu?"

Nala: "Perchè non sei tornato alla Rupe dei Re? Tu sei il re!"

Simba: "Nala, te l'ho già detto, non sono io ilo re. Scar è il re."

Nala: "Simba, lui ha permesso alle iene di impossessarsi delle Terre del Branco."

Simba: "Che cosa?"

Nala: "Non c'è più cibo, non c'è più acqua. Simba,  se non farai qualcosa moriranno tutti di fame."

Simba: "Non posso tornare."

Nala: "Perchè?"

Simba gridò rivolto al cielo.

Simba: "Avevi detto che mi saresti stato sempre vicino! Ma non è così. E' stata colpa mia! E' stata tutta colpa mia!"

Simba non si sentiva capace di sfidare Scar, così rimase nella giungla con Nala e i suoi amici.

Ma io sapevo che per Simba era venuto il tempo di occupare il suo posto nel cerchio della vita e mi diressi verso la giungla.

Quando Simba mi vide, rimase sorpreso.

Simba: "Ma chi sei?"

Rafiki: "L a domanda è chi sei tu?"

Simaba: "Credevo di saperlo. Ora non ne sono più tanto sicuro."

Rafiki: "Be', io so chi sei. Sei il figlio di Mufasa!"

Simba: " Lui è morto."

Rafiki: "E' vivo! E io te lo farò vedere. Segui il vecchio Rafiki. Lui conosce la strada, vieni!"

Guidai Simba fino allo specchio di una sorgente.

Quando guardò nell'acqua, vide un leone.

Simba: "Quello non è mio padre. E'solo la mia immagine."

Rafiki: "No. Guarda con attenzione. Vedi, lui vive in te."

Magicamente apparve lo spirito di Mufasa.

Mufasa: "Simba... "

Simba: "Padre!"

Mufasa: "Guarda dentro te stesso, Simba. Tu sei molto più di quello che sei diventato. E devi prendere il tuo posto nel cerchio della vita.

Incoraggiato dalle parole di suo padre, Simba s'incamminò verso la Rupe dei Re, seguito da Nala, Pumbaa e Timon.

Quella che vide arrivando era una terra arida e solata: le iene ne avevano il pieno controllo. In quel momento Scar stava urlando contro la madre di Simba. Sarabi si girò verso Scar.

Sarabi: "Dobbiamo lasciare la Rupe dei Re."

Scar: "Non andiamo da nessuna parte!"

 Sarabi: "In questo modo ci stai condannando a morte!"

Scar: "Io sono il re. Posso fare ciò che voglio!"

Sarabi: "Se valessi solo la metà di quanto valeva Mufasa... "

Scar: "Io valgo dieci volte di più di Mufasa!"

Di colpo un lampo illuminò la Rupe sulla quale si stagliava Simba.

Scar fece un balzò indietro.

Sca: "Simba?! Simba! Sono un pò sorpreso di vederti... ancora vivo."

Simba: "Dammi  solo una buona ragione perchè non dovrei farti a pezzi."

Ma Simba fu costretto da Scar4 a confessare di fronte a tutti i leoni di essere stato lui a causare la morte di suo padre. Scar singhizzò.

Scar: "Oh, Simba, sei di nuovo nei guai. Ma questa volta non c'è il tuo paparino a salvarti. E ora tutti quanti sanno perchè."

Simba: "Oh!"

Cadde un altro fulmine e appiccò ilo fuoco alla sterpaglia secca della Terra del Branco. Simba scivolò nel ripido pendio.

Pregustando la sua fine, Scar gli confessò di essere stato lui ad uccidere suo padre. Con uno0 sforzo immane Simba riuscì ad issarsi sulla rupe e si lanciò contro Scar, mentre Nala e le altre leonesse si univano in battaglia disperdendo le iene.

Senza più via di scampo, Scar supplicò suo nipote.

Scar: "Oh, Simba, grazie! Mi farò perdonare, te lo prometto.

Come posso sdebitarmi con te?"

Simba: "Vattene, vattene Scar e tornare mai più."

Zoppicando vistosamente, Simba raggiunse la sommità della Rupe dei Re e lanciò un possente ruggito mentre guardava quello che era ilo suo regno. Non passò molto tempo che la Terra del Branco riprese a rifiorire. Nala  rimase al fianco di Simba e presto nacque il loro primogenito. Alla presenza di tutti i loro amici, inclusi Zazu, Pumbaa e Timonb, ebbe luogo la celebrazione di una nuova vita.

Dopo aver fatto un segno sulla fronte del cucciolo, lo sollevai in alto perchè tutti nel regno potessero vederlo.

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