La lettera
dell'Italia all'Ue
PREMESSA
L'Italia ha
sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a farlo.
Quest'estate il Parlamento
italiano ha
approvato manovre di stabilizzazione finanziaria con un effetto correttivo sui
saldi di bilancio al
2014 pari a 60
miliardi di euro. Sono state così create le condizioni per raggiungere il
pareggio di bilancio nel
2013, con un anno
di anticipo rispetto a quanto richiesto dalle istituzioni europee. Dal 2012,
grazie
all'aumentato
avanzo primario, il nostro debito scenderà.
Tuttavia, siamo
consapevoli della necessità di presentare un piano di riforme globale e
coerente.
La situazione
italiana va letta tenendo in debita considerazione gli equilibri più generali
che coinvolgono l'intera
area europea.
Mesi di tensioni sui mercati finanziari e di aggressioni speculative contro i
debiti sovrani sono,
infatti, il
segnale inequivocabile di una debolezza degli assetti istituzionali dell'area
euro.
Per quel che
riguarda l'Italia, consapevoli di avere un debito pubblico troppo alto e una
crescita troppo
contenuta,
abbiamo seguito sin dall'inizio della crisi una politica attenta e rigorosa.
Dal 2008 ad oggi
il nostro debito pubblico è cresciuto, in rapporto al Pil, meno di quello di
altri importanti paesi
europei. Inoltre,
la disciplina da noi adottata ha portato a un bilancio primario in attivo.
Situazione non comune
ad altri Paesi.
Se problemi
antichi, come quello del nostro debito pubblico, danno luogo oggi a ulteriori e
gravi pericoli, ciò
è soprattutto il
segno che la causa va cercata non nella loro sola esistenza, ma nel nuovo
contesto nel
quale ci si è
trovati a governarli.
A. I FONDAMENTALI DELL'ECONOMIA
Il Governo
italiano ha risanato i conti pubblici e conseguirà l'obiettivo del pareggio di
bilancio nel 2013. Il
debito pubblico
in rapporto al PIL è stato ricondotto su un sentiero di progressiva riduzione.
Nel 2014 avremo
un avanzo di bilancio (corretto per il ciclo) pari allo 0,5% del PIL, un avanzo
primario pari al
5,7% del PIL e un
debito pubblico al 112,6% del PIL. Per realizzare questo obiettivo sono state
approvate
durante l'estate
in tempi record due importanti manovre di finanza pubblica che comporteranno
una
correzione del
deficit tendenziale nel quadriennio 2011-2014 pari rispettivamente a 0,2%,
1,7%, 3,3% e 3,5%
del PIL. Nel 2011
si prevede un avanzo primario consistente pari allo 0,9% del PIL. Nonostante
l'aumento
delle spese per
il servizio del debito, questo consentirà la riduzione del rapporto debito/PIL già
nel 2012. I dati
relativi ai primi
otto mesi dell'anno in corso sono coerenti con questi obiettivi.
È doveroso
segnalare che la nuova serie dei conti nazionali indica che nel 2010 il Pil
italiano è cresciuto
dell'1,5% e non
dell'1,3% e, nei due anni della crisi, il Pil si è ridotto meno di quanto prima
stimato (-1,2%
invece di -1,3%
nel 2008 e -5,1% invece di -5,2% nel 2009).
Come conseguenza
della revisione contabile operata da Eurostat il rapporto deficit/Pil, che è
stato confermato
a 4,6% per il
2010, è praticamente allineato a quello della Germania, rivisto dal 3,3% al
4,3%. Si noti, inoltre,
che l'Eurostat ha
rettificato al rialzo anche i rapporti deficit/Pil della Francia (dal 7% al
7,1%), della Spagna
(dal 9,2% al
9,3%), della Grecia (dal 10,5% al 10,6%) e del Portogallo (dal 9,1% al 9,8%).
In conclusione,
nel 2010 l'Italia aveva, insieme alla Germania, il comportamento largamente più
virtuoso
in termini di
indebitamento netto in rapporto al Pil.
B. CREARE CONDIZIONI STRUTTURALI FAVOREVOLI
ALLA CRESCITA
Siamo ora
impegnati nel creare le condizioni strutturali favorevoli alla crescita. Il
Governo ritiene
necessario
intervenire sulla composizione del bilancio pubblico per renderla più
favorevole alla crescita.
Con questo obiettivo
il Governo intende operare su quattro direttrici nei prossimi 8 mesi:
- Entro 2 mesi, la rimozione di vincoli e
restrizioni alla concorrenza e all'attività economica, così da
consentire, in
particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi
inferiori;
- Entro 4 mesi, la definizione di un contesto
istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca
il dinamismo
delle imprese;
- Entro 6 mesi, l'adozione di misure che
favoriscano l'accumulazione di capitale fisico e di capitale
umano e ne
accrescano l'efficacia;
- Entro 8 mesi, il completamento delle
riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e
favorire una
maggiore partecipazione.
Nei prossimi 4
mesi è, ad ogni modo, prioritario aggredire con decisione il dualismo Nord-Sud
che
storicamente
caratterizza e penalizza l'economia italiana. Tale divario si estrinseca in un
livello del Pil del
Centro-Nord
Italia che eguaglia il livello delle migliori realtà europee, e quello del
Mezzogiorno, che è
collocato in
fondo alla graduatoria europea.
A riguardo,
l'esecutivo è intenzionato a utilizzare pienamente i fondi strutturali,
impegnandosi in una loro
revisione
globale, inclusi quelli per lo sviluppo delle infrastrutture, allo scopo di
migliorarne l'utilizzo e
ridefinirne le
priorità in stretta collaborazione con la Commissione Europea. Tale revisione
consentirà
un'accelerazione,
una riconsiderazione delle priorità dell'uso dei Fondi e una regia rafforzata,
dove l'Italia è
disposta a
chiedere un sostegno tecnico alla commissione europea per la realizzazione di
questo ambizioso
obiettivo. Il
programma straordinario per lo sviluppo del Mezzogiorno è definito in maniera
evocativa
"Eurosud"
e nasce dalla convinzione che la crescita del Sud è la crescita dell'Italia
intera.
Il Governo,
quindi, definirà ed attuerà la revisione strategica dei programmi cofinanziati
dai fondi strutturali
2007-2013. Tale
revisione risponde alle Raccomandazioni del Consiglio del 12 luglio 2011 sul
Programma
Nazionale di
Riforma dell'Italia.
Esso si basa su
una più forte concentrazione dei Programmi sugli investimenti maggiormente in
grado di
rilanciare la
competitività e la crescita del Paese, segnatamente intervenendo sul potenziale
non utilizzato nel
Sud, e su un più
stringente orientamento delle azioni ai risultati (istruzione, banda larga,
ferrovie, nuova
occupazione).
Tale revisione potrà comportare una riduzione del tasso di cofinanziamento
nazionale dei
programmi
comunitari.
Le risorse resesi
disponibili a seguito di questa riduzione saranno programmate attraverso un
percorso di
concertazione tra
il Ministro delegato alle politiche di coesione, il Commissario europeo
competente e le
regioni
interessate basato su una cooperazione rafforzata con la Commissione europea
attraverso un apposito
gruppo di azione.
Tale piano
d'azione sarà definito entro il 15 novembre 2011.
La creazione
delle condizioni strutturali per la crescita dell'intero Paese passa
inevitabilmente per la
revisione delle
politiche di:
a.
promozione e
valorizzazione del capitale umano;
b.
efficientamento
del mercato del lavoro;
c.
apertura dei
mercati in chiave concorrenziale;
d.
sostegno
all'imprenditorialità e all'innovazione;
e.
semplificazione
normativa e amministrativa;
f.
modernizzazione
della pubblica amministrazione;
g.
efficientamento e
snellimento dell'amministrazione della
giustizia;
h.
accelerazione
della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia;
i.
riforma
dell'architettura costituzionale dello Stato.
a. Promozione e valorizzazione del capitale
umano
L'accountability
delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove INVALSI),
definendo per
l'anno scolastico
2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti;
si
valorizzerà il
ruolo dei docenti (elevandone, nell'arco d'un quinquennio, impegno didattico e
livello stipendiale
relativo); si
introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento.
Si amplieranno
autonomia e competizione tra Università. Si accrescerà la quota di
finanziamento legata alle
valutazioni
avviate dall'ANVUR e si accresceranno i margini di manovra nella fissazione
delle rette di
iscrizione, con
l'obbligo di destinare una parte rilevante dei maggiori fondi a beneficio degli
studenti meno
abbienti. Si
avvierà anche uno schema nazionale di prestiti d'onore.
Da ultimo, tutti
i provvedimenti attuativi della riforma universitaria saranno approvati entro
il 31 dicembre
2011.
b. Efficientamento del mercato del lavoro
È prevista
l'approvazione di misure addizionali concernenti il mercato del lavoro.
1. In particolare, il Governo si impegna ad
approvare entro il 2011 interventi rivolti a favorire l'occupazione
giovanile e
femminile attraverso la promozione: a. di contratti di apprendistato
contrastando le forme improprie
di lavoro dei
giovani; b. di rapporti di lavoro a tempo parziale e di contratti di
inserimento delle donne nel
mercato del
lavoro; c. del credito di imposta in favore delle imprese che assumono nelle aree
più
svantaggiate.
2. Entro maggio 2012 l'esecutivo approverà una
riforma della legislazione del lavoro a. funzionale alla
maggiore
propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell'impresa anche
attraverso una nuova
regolazione dei
licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo
indeterminato; b. più
stringenti
condizioni
nell'uso dei
"contratti para-subordinati" dato che tali contratti sono spesso
utilizzati per lavoratori formalmente
qualificati come
indipendenti ma sostanzialmente impiegati in una posizione di lavoro
subordinato.
c. Apertura dei mercati in chiave
concorrenziale
Entro il 1° marzo
2012 saranno rafforzati gli strumenti di intervento dell'Autorità per la
Concorrenza
per prevenire le incoerenze
tra promozione della concorrenza e disposizioni di livello regionale o locale.
Verrà
generalizzata, la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali in
accordo con gli enti
territoriali.
Le principali
disposizioni contenute nella bozza di disegno di legge sulla concorrenza
riguardano i settori della
distribuzione dei
carburanti e dell'assicurazione obbligatoria sui veicoli. Le misure relative al
mercato
assicurativo sono
state definite all'interno di una proposta di legge di iniziativa parlamentare,
che è già stata
approvata dalla
camera dei deputati ed è attualmente all'esame del senato. Le misure
concernenti i mercati
della
distribuzione carburanti sono state integralmente inserite nel Decreto Legge
n.98/2011 e pertanto sono
già in vigore. Si
è preferito adottare uno strumento legislativo quale il decreto che garantisce
l'immediata
efficacia degli
interventi. nel medesimo decreto legge sono state inserite anche altre
disposizioni di apertura
dei mercati e
liberalizzazioni, tra cui si ricorda in particolare la liberalizzazione in via
sperimentale degli orari
dei negozi. Nel
frattempo, fra i primi in Europa, l'Italia ha aperto alla concorrenza il
mercato della
distribuzione del
gas: sono stati adottati e saranno a breve pubblicati nella gazzetta ufficiale
i regolamenti che
disciplinano le
gare per l'affidamento della distribuzione del gas in ambiti territoriali più
ampi dei comuni.
Già con il
Decreto Legge n.138/2011 sono state adottate incisive misure finalizzate alla
liberalizzazione delle
attività
d'impresa e degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali. In
particolare già si prevede che le
tariffe
costituiscano soltanto un riferimento per la pattuizione del compenso spettante
al professionista,
derogabile su
accordo fra le parti. Il provvedimento sullo sviluppo conterrà recherà altre
misure per rafforzare
l'apertura degli
ordini professionali e dei servizi pubblici locali.
Sempre in materia
di ordini professionali, nella manovra di agosto, in tema di accesso alle
professioni
regolamentate, è
stato previsto che gli ordinamenti professionali debbano garantire che
l'esercizio dell'attività
risponda senza
eccezioni ai principi di libera concorrenza, alla presenza diffusa dei
professionisti su tutto il
territorio
nazionale, alla differenziazione e pluralità di offerta che garantisca
l'effettiva possibilità di scelta degli
utenti
nell'ambito della più ampia informazione relativamente ai servizi offerti.
Inoltre, già in sede di
conversione della
manovra di luglio (DL n. 98/2011) è stato previsto che il Governo, sentita
l'Alta
Commissione per
la Formulazione di Proposte in materia di Liberalizzazione dei Servizi,
elaborerà proposte
per la
liberalizzazione dei servizi e delle attività economiche da presentare alle
categorie interessate. Dopo 8
mesi dalla
conversione del decreto legge, tali servizi si intenderanno liberalizzati,
salvo quanto espressamente
regolato.
Verranno
rafforzati i presidi a tutela della concorrenza nel campo dei servizi pubblici
locali, con l'introduzione
a livello
nazionale di sistemi di garanzia per la qualità dei servizi nei comparti
idrico, dei rifiuti, dei trasporti,
locali e
nazionali e delle farmacie comunali, seguendo rispettivamente questa sequenza
temporale 3
mesi, 6 mesi, 9
mesi e 12 mesi.
Per quanto
riguarda la riforma dei servizi pubblici locali che il Governo italiano -
riprendendo quanto già
previsto
dall'articolo 23 bis del DL 112/2008 - ha approvato nella manovra di agosto
2011 escludendo il
settore idrico a
seguito di un referendum popolare. Con le disposizioni che si intende varare si
rafforza il
processo di
liberalizzazione e privatizzazione prevedendo che non è possibile attribuire
diritti di esclusiva nelle
ipotesi in cui
l'ente locale affidante non proceda alla previa verifica della realizzabilità
di un sistema di
concorrenza nel
mercato, ossia di
un sistema completamente liberalizzato. Inoltre, viene previsto un ampliamento
delle
competenze
dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonché un sistema di
benchmarking al
fine di
assicurare il progressivo miglioramento della qualità di gestione e di
effettuare valutazioni comparative
delle diverse
gestioni.
d. Sostegno all'imprenditorialità e
all'innovazione
Entro il 2011, al
fine di favorire la crescita delle imprese il Governo prevede di utilizzare la
leva fiscale per
agevolare la
capitalizzazione delle aziende, con meccanismi di deducibilità del rendimento
del capitale di
rischio. Verranno
potenziati gli schemi a partecipazione pubblica diventure capital e private
equity,
preservando la
concorrenza nei relativi comparti.
Il Governo
trasformerà le aree di crisi in aree di sviluppo, rendendo più semplice ed
efficace la procedura per
definire i programmi
di rilancio, che potranno essere finanziati anche con risorse comunitarie.
Forte impegno
dell'esecutivo verso le PMI, destinando loro il 50% delle risorse non
utilizzate ogni anno
del Fondo
Rotativo per il Sostegno alle imprese e per gli investimenti in ricerca.
Questi interventi
- insieme al Contratto di Sviluppo, già operativo - rientrano a pieno titolo
nell'ambito
del riordino
generale degli incentivi contenuto nello Statuto delle Imprese, che diventerà
legge nelle
prossime
settimane.
Per garantire la
liquidità delle imprese si prevede un sistema di certificazione di debiti delle
Pubbliche
Amministrazioni
locali nei confronti delle imprese stesse al fine di consentire lo sconto e
successivo
pagamento da
parte delle banche, in conformità alle procedure di calcolo Eurostat e senza
impatto
addizionale
sull'indebitamento della Pubblica Amministrazione.
e. Semplificazione normativa e amministrativa
Il Governo
incentiva la costituzione di "zone a burocrazia zero" in tutto il
territorio nazionale in via
sperimentale per
tutto il 2013, anche attraverso la creazione dell'U.L.G. - Ufficio Locale dei
Governi quale
autorità unica
amministrativa che coinvolgerà i livelli locali di governo in passato esclusi.
Il Governo mira a
semplificare la costituzione del bilancio delle S.r.l., la digitalizzazione del
deposito dell'atto
di trasferimento
delle quote delle società e lo snellimento in materia di vigilanza delle
società di capitali e degli
organi di
controllo.
I rapporti con la
pubblica amministrazione diventeranno più snelli grazie alla completa
sostituzione dei
certificati con
delle autocertificazioni, mentre le certificazioni rilasciate dalla pubblica
amministrazione
resteranno valide
solo nei rapporti tra privati.
I controlli sulle
imprese si ispireranno a criteri di semplicità e proporzionalità, al fine di
evitare duplicazioni e
sovrapposizioni
che possano recare intralcio al normale esercizio delle attività
imprenditoriali.
Da ultimo, per
quanto riguarda la semplificazione amministrativa verrà completata nei prossimi
6 mesi la
strategia di
revisione della regolamentazione settoriale, elaborando proposte puntuali di
semplificazione dei
procedimenti e
monitorandone gli effetti. Verrà rafforzata e accelerata l'attuazione del programma
di
misurazione e
riduzione degli oneri amministrativi derivanti da obblighi di tipo informativo
previsti da leggi
statali (MOA).
Inoltre, ove la
disciplina sia di fonte regionale e locale, verranno rafforzati ed estesi gli
incentivi previsti dalla
manovra estiva
per i procedimenti amministrativi relativi all'avvio e alla svolgimento
dell'attività d'impresa.
L'obiettivo è
quello di migliorare il posizionamento dell'Italia nella graduatoria
internazionale relativa al Doing
Business, nei prossimi
3 anni.
f. Modernizzazione della pubblica
amministrazione
La pubblica
amministrazione è un volano fondamentale della crescita. Stiamo creando le
condizioni perché la
pubblica
amministrazione sia pronta ad accompagnare la ripresa, svolgendo una funzione
di servizio allo
sviluppo e non di
zavorra burocratica. Ecco perché la semplificazione, la trasparenza e la
meritocrazia sono
fondamentali. Un
tassello rilevante è costituito dalla piena attuazione della Riforma Brunetta
della pubblica
amministrazione,
in particolar modo dalle misure che rafforzano il ruolo della Commissione per
la Valutazione,
la Trasparenza e
l'Integrità delle amministrazioni pubbliche (istituita nel dicembre del 2009) e
le cui
competenze
saranno integrate con il disegno di legge in materia di anticorruzione, già
approvato dal Senato, e
attualmente
all'esame della Camera dei Deputati. Esso rappresenta un passaggio importante
per la completa
implementazione
della riforma della pubblica amministrazione in quanto individua una nuova
governance per
l'attività di
prevenzione e contrasto della corruzione, affidando le funzioni alla
Commissione e individuando
con estrema
puntualità le modalità di accrescimento del livello di trasparenza della
pubblica amministrazione.
Per rendere più
efficiente, trasparente, flessibile e meno costosa la pubblica amministrazione
tanto a livello
centrale quanto a
livello degli enti territoriali (oltre al vigente blocco del turnover del
personale) renderemo
effettivi con
meccanismi cogenti/sanzionatori: a. la mobilità obbligatoria del personale; b.
la messa a
disposizione
(Cassa Integrazione Guadagni) con conseguente riduzione salariale e del
personale; c. il
superamento delle
dotazioni organiche.
Contestualmente
all'entrata in vigore della legge costituzionale recante l'abolizione e la
razionalizzazione delle
province è
prevista l'approvazione di una normativa transitoria per il trasferimento del
relativo personale nei
ruoli delle
regioni e dei comuni.
g. Efficientamento e snellimento
dell'amministrazione della giustizia
Proseguendo sulla
linea delle misure definite in estate, verranno rafforzati il contrasto della
litigiosità e la
prevenzione del
contenzioso (anche attraverso la costituzione presso il Ministero della Giustizia
di un gruppo
tecnico che
individui situazioni a forte incidenza di litigiosità e proponga specifici
interventi di contrasto).
Entro il 30
aprile 2012 verrà completato il progetto in corso presso il Ministero della
Giustizia per la
creazione di una
banca dati centralizzata per le statistiche civili e per quelle fallimentari.
Verranno rafforzati i
meccanismi
incentivanti per gli uffici virtuosi di cui alla Legge n. 111 del 2011.
L'obiettivo è quello della
riduzione della
durata delle controversie civili di almeno il 20 per cento in 3 anni.
h. Accelerazione della realizzazione delle
infrastrutture ed edilizia
Oltre alla
realizzazione degli investimenti già concordati con le società concessionarie,
il Governo solleciterà
una maggiore
partecipazione degli investitori privati, definendo entro il 31 dicembre 2011
standard
contrattuali tipo
che facilitino il ricorso al project financing, con una più chiara ed
efficiente allocazione dei
rischi tra le
parti e accrescendo le certezze sulla redditività dell'opera e la prevenzione
di comportamenti di
tipo
monopolistico nella determinazione dei pedaggi. Verrà rafforzata la qualità
della programmazione
finanziaria
pubblica, definendo obiettivi pluriennali di spesa e concentrando le risorse su
progetti considerati
strategici.
Il Governo è
impegnato nella definizione nelle prossime 10 settimane di alcune opere
immediatamente
cantierabili, su
proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che potranno
beneficiare, a titolo di
contributo al
finanziamento, della defiscalizzazione (IRAP, IRES) a vantaggio dei
concessionari dell'opera
stessa. Inoltre
sono previste una serie di semplificazioni e velocizzazioni nelle procedure di
approvazione dei
progetti da parte
del CIPE e la suddivisione degli appalti in lotti funzionali per garantire alle
PMI un accesso
facilitato.
Si prevede lo
sblocco degli investimenti privati grazie alla semplificazione delle procedure
relative ai contratti
di programma dei
maggiori aeroporti italiani. Infine, sono previste norme mirate
all'ottimizzazione delle
gestioni negli
impianti portuali e di semplificazione in materia di trasporto eccezionale su
gomma.
Da ultimo, è in
corso di predisposizione una garanzia "reale" dello Stato (attraverso
propri beni immobili, e non
solo di natura
finanziaria) per i mutui prima casa di giovani coppie, prive di contratto di
lavoro a tempo
indeterminato.
Questo garantirà un nuovo impulso al mercato immobiliare e alle nuove famiglie.
i. Riforma dell'architettura costituzionale
dello Stato
Il Governo
italiano è impegnato in un processo di complessiva riforma costituzionale. Essa
riguarda tanto
l'assetto
costituzionale dei poteri, quanto la cornice normativa volta a promuovere le
condizioni di sviluppo del
mercato e una
disciplina più rigorosa delle finanze pubbliche.
Pur nella
complessità del processo di revisione costituzionale l'Italia intende giungere
all'approvazione
della prima
lettura di tali disegni di legge costituzionale entro i prossimi 6/12 mesi.
In particolare,
quanto alla riforma dello Stato, si tratta dei seguenti provvedimenti:
a. Disegno di legge (già approvato in prima
lettura alla Camera) sulla modifica dell'elettorato attivo e
passivo
per l'elezione al
Parlamento nazionale al fine di garantire una maggiore partecipazione giovanile
alla vita
politica.
b. Due disegni di legge (all'esame del
Parlamento) di riforma complessiva dell'organizzazione dei vertici
delle
istituzioni
politiche, con particolare riferimento alla riduzione significativa del numero
dei parlamentari,
all'abolizione
delle province, alla riforma in senso federale dello Stato, alla maggiore
efficienza dei meccanismi
decisionali e al
rafforzamento del ruolo dell'esecutivo e della maggioranza.
Sul secondo versante,
relativo alla disciplina del mercato e al rigore della finanza pubblica, si
prevede:
a. Un disegno di legge (la cui approvazione è
in corso proprio in questi giorni presso la Camera dei deputati)
di
riforma degli
articoli della costituzione relativi alla libertà di iniziativa economica e
alla tutela della
concorrenza,
nonché alla
riforma della pubblica amministrazione in funzione della valorizzazione
dell'efficienza e del merito.
b. Un disegno di legge sull'introduzione del
vincolo di pareggio di bilancio sul modello già seguito in altri
ordinamenti
europei.
A tal fine si
deve ricordare che l'articolo 138 della Costituzione Italiana impone che le
leggi costituzionali
ad intervallo non
minore di tre mesi. Quindi, anche con la massima celerità possibile, le riforme
costituzionali
richiedono dei tempi minimi imprescindibili.
Le conseguenti
leggi attuative saranno successivamente attuate senza indugio, non essendovi
vincoli temporali
nell'ambito della
Costituzione.
C. UNA FINANZA PUBBLICA SOSTENIBILE
Le pensioni
Nella attuale
legislatura la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi
che hanno reso a
regime il sistema
pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di
assorbire eventuali
choc negativi.
Grazie al
meccanismo di aggancio dell'età pensionabile alla speranza di vita introdotto
nel 2010 (art. 12 commi
12-bis e 12-ter,
DL 78/2010, come modificato con art. 18 comma 4, DL 98/2011), il Governo
italiano prevede
che il requisito
anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne
nel 2026.
Sono già stati
rivisti i requisiti necessari per l'accesso al pensionamento di anzianità. Tali
requisiti
aumenteranno
gradualmente fino ad arrivare a regime a partire dal 2013. Questi requisiti
sono in ogni caso
agganciati in
aumento all'evoluzione della speranza di vita.
La delega fiscale
e assistenziale previdenziale
Il provvedimento
di iniziativa governativa è già all'esame del Parlamento e sarà approvato,
entro il 31
gennaio 2012,
quindi con tempi compatibili all'emanazione dei provvedimenti delegati entro il
2012.
Comunque, anche
al fine di accrescere la fiducia degli investitori, nel rispetto del percorso
di risanamento
programmato, il
Governo ha fornito, con la Legge 148 del 14 settembre 2011, le risorse che
saranno reperite
con l'esercizio
della delega per la riforma dei sistemi fiscale e assistenziale sulla base
degli attuali regimi di
favore fiscale e
delle sovrapposizioni fra agevolazioni e conseguenti inefficienze ad oggi
individuate. Tali
risorse ammontano
ad almeno 4 miliardi di euro nell'anno 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi
di euro annui
a decorrere dal
2014. Contestualmente, per dare massima garanzia sul rispetto dei saldi è stata
introdotta una
clausola di
salvaguardia. La clausola prevede che, in caso di ritardo nell'attuazione della
delega oltre il 30
settembre 2012,
le agevolazioni fiscali vigenti saranno ridotte del 5% per l'anno 2012 e del
20% a decorrere
dal 2013. In
alternativa, anche parziale, si è stabilita la possibilità di disporre con
decreto del Presidente del
consiglio, su
proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, la rimodulazione delle
aliquote delle imposte
indirette,
inclusa l'accisa.
In breve, qualora
la delega non fosse esercitata entro il 30 settembre 2012 o le nuove
disposizioni fiscali e
assistenziali non
siano in grado di garantire un sufficiente effetto positivo sul deficit (almeno
4 miliardi nel
2012, 16 miliardi
nel 2013 e 20 miliardi a partire dal 2014), si avrà una riduzione automatica
delle agevolazioni
fiscali che
garantirà comunque il raggiungimento degli obiettivi di risparmio. Viceversa,
se la delega verrà
esercitata entro
il termine e le nuove disposizioni garantiranno effetti di risparmio almeno
pari a quelli previsti,
non si procederà
dunque al taglio automatico delle agevolazioni.
Le dismissioni
Entro il 30
novembre 2011, il Governo definirà un piano di dismissioni e valorizzazioni del
patrimonio
pubblico che
prevede almeno 5 miliardi di proventi all'anno nel prossimo triennio. Previo
accordo con la
Conferenza
Stato-Regioni, gli enti territoriali dovranno definire con la massima urgenza
un programma di
privatizzazione
delle aziende da essi controllate. I proventi verranno utilizzati per ridurre
il debito o realizzare
progetti di
investimento locali.
La
razionalizzazione della spesa pubblica
Il Governo
ribadisce l'impegno a definire entro il 31 dicembre 2011 il programma per la
riorganizzazione
della spesa
previsto dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148, in particolare per quanto
riguarda: l'integrazione
operativa delle
agenzie fiscali; la razionalizzazione di tutte le strutture periferiche
dell'amministrazione dello
Stato e degli
enti della previdenza pubblica in modo da creare sinergie e ottimizzare l'uso
delle risorse; il
coordinamento
delle attività delle forze dell'ordine; la razionalizzazione
dell'organizzazione giudiziaria nel suo
complesso in modo
da accelerare i tempi della giustizia civile; e la riorganizzazione della rete
consolare e
diplomatica. Il
Governo attuerà i primi interventi dal 1° gennaio 2012 e darà conto dei
progressi realizzati con
cadenza
trimestrale.
Debito pubblico
Entro il 31
dicembre 2011, il governo affiderà l'elaborazione di un piano organico per
l'abbattimento del
debito attraverso
anche le dismissioni ad una commissione ristretta di personalità di prestigio,
in collaborazione
con gli enti
territoriali e con le principali istituzioni economiche e finanziarie nazionali
ed internazionali.
Il costo degli
apparati istituzionali
Il Governo
riconosce la necessità di rafforzare gli interventi volti a ridurre i costi
degli apparati istituzionali. In
particolare,
verrà perseguita entro il 2012, una razionalizzazione e soppressione delle
provincie e la
riallocazione
delle funzioni delle Province alle Regioni o ai Comuni, in modo da assicurare
un significativo
snellimento dei
relativi apparati burocratici e degli organi rappresentativi. Verrà rafforzato
il regime di
incompatibilità
fra le cariche elettive ai diversi livelli di governo.
Il pareggio di
bilancio
Il disegno di
legge di riforma della Costituzione in materia di pareggio di bilancio è già
all'esame della Camera
dei Deputati.
L'obiettivo è quello di una sua definitiva approvazione entro la metà del 2012.
Con le modifiche
introdotte con la Legge n.39/2011 alla "Legge di contabilità e finanza
pubblica (L. 196/2009)
è stata rivista
la normativa relativa alle coperture finanziarie delle leggi a vantaggio del
rafforzamento della
relativa
disciplina fiscale. In particolare, per la copertura degli oneri correnti della
legge di stabilità è stata
circoscritta la
possibilità di utilizzare il miglioramento del risparmio pubblico, escludendo
la possibilità di
finanziare con
tali risorse nuove o maggiori spese correnti.
Definire le
ulteriori misure correttive eventualmente necessarie
Il Governo
monitorerà costantemente l'andamento dei conti pubblici. Qualora il
deterioramento del ciclo
economico dovesse
portare a un peggioramento nei saldi il Governo interverrà prontamente.
L'utilizzo del
Fondo per
esigenze indifferibili sarà vincolato all'accertamento, nel giugno del 2012, di
andamenti dei conti
pubblici coerenti
con l'obiettivo per l'indebitamento netto del prossimo anno.
D. CONCLUSIONI
Siamo sicuri che,
con l'impegno di tutti, scaturito dalla consapevolezza che ci troviamo a
fronteggiare
problemi che
riguardano l'intera Unione e la tenuta stessa della moneta comune, dunque
problemi non
circoscrivibili a
questa o quella debolezza o forza nazionali, consegneremo ai giovani un'Europa
più forte e più
coesa.
26 ottobre 2011
19:46
La lettera
dell'Italia all'Ue
PREMESSA
L'Italia ha
sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a farlo.
Quest'estate il Parlamento
italiano ha
approvato manovre di stabilizzazione finanziaria con un effetto correttivo sui
saldi di bilancio al
2014 pari a 60
miliardi di euro. Sono state così create le condizioni per raggiungere il pareggio
di bilancio nel
2013, con un anno
di anticipo rispetto a quanto richiesto dalle istituzioni europee. Dal 2012,
grazie
all'aumentato
avanzo primario, il nostro debito scenderà.
Tuttavia, siamo
consapevoli della necessità di presentare un piano di riforme globale e
coerente.
La situazione
italiana va letta tenendo in debita considerazione gli equilibri più generali
che coinvolgono l'intera
area europea.
Mesi di tensioni sui mercati finanziari e di aggressioni speculative contro i
debiti sovrani sono,
infatti, il
segnale inequivocabile di una debolezza degli assetti istituzionali dell'area
euro.
Per quel che
riguarda l'Italia, consapevoli di avere un debito pubblico troppo alto e una
crescita troppo
contenuta,
abbiamo seguito sin dall'inizio della crisi una politica attenta e rigorosa.
Dal 2008 ad oggi
il nostro debito pubblico è cresciuto, in rapporto al Pil, meno di quello di
altri importanti paesi
europei. Inoltre,
la disciplina da noi adottata ha portato a un bilancio primario in attivo.
Situazione non comune
ad altri Paesi.
Se problemi
antichi, come quello del nostro debito pubblico, danno luogo oggi a ulteriori e
gravi pericoli, ciò
è soprattutto il
segno che la causa va cercata non nella loro sola esistenza, ma nel nuovo
contesto nel
quale ci si è
trovati a governarli.
A. I FONDAMENTALI DELL'ECONOMIA
Il Governo
italiano ha risanato i conti pubblici e conseguirà l'obiettivo del pareggio di
bilancio nel 2013. Il
debito pubblico
in rapporto al PIL è stato ricondotto su un sentiero di progressiva riduzione.
Nel 2014 avremo
un avanzo di bilancio (corretto per il ciclo) pari allo 0,5% del PIL, un avanzo
primario pari al
5,7% del PIL e un
debito pubblico al 112,6% del PIL. Per realizzare questo obiettivo sono state
approvate
durante l'estate
in tempi record due importanti manovre di finanza pubblica che comporteranno
una
correzione del
deficit tendenziale nel quadriennio 2011-2014 pari rispettivamente a 0,2%,
1,7%, 3,3% e 3,5%
del PIL. Nel 2011
si prevede un avanzo primario consistente pari allo 0,9% del PIL. Nonostante
l'aumento
delle spese per
il servizio del debito, questo consentirà la riduzione del rapporto debito/PIL
già nel 2012. I dati
relativi ai primi
otto mesi dell'anno in corso sono coerenti con questi obiettivi.
È doveroso
segnalare che la nuova serie dei conti nazionali indica che nel 2010 il Pil
italiano è cresciuto
dell'1,5% e non
dell'1,3% e, nei due anni della crisi, il Pil si è ridotto meno di quanto prima
stimato (-1,2%
invece di -1,3%
nel 2008 e -5,1% invece di -5,2% nel 2009).
Come conseguenza
della revisione contabile operata da Eurostat il rapporto deficit/Pil, che è
stato confermato
a 4,6% per il
2010, è praticamente allineato a quello della Germania, rivisto dal 3,3% al
4,3%. Si noti, inoltre,
che l'Eurostat ha
rettificato al rialzo anche i rapporti deficit/Pil della Francia (dal 7% al
7,1%), della Spagna
(dal 9,2% al
9,3%), della Grecia (dal 10,5% al 10,6%) e del Portogallo (dal 9,1% al 9,8%).
In conclusione,
nel 2010 l'Italia aveva, insieme alla Germania, il comportamento largamente più
virtuoso
in termini di
indebitamento netto in rapporto al Pil.
B. CREARE CONDIZIONI STRUTTURALI FAVOREVOLI
ALLA CRESCITA
Siamo ora
impegnati nel creare le condizioni strutturali favorevoli alla crescita. Il
Governo ritiene
necessario
intervenire sulla composizione del bilancio pubblico per renderla più
favorevole alla crescita.
Con questo
obiettivo il Governo intende operare su quattro direttrici nei prossimi 8 mesi:
- Entro 2 mesi, la rimozione di vincoli e
restrizioni alla concorrenza e all'attività economica, così da
consentire, in
particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi
inferiori;
- Entro 4 mesi, la definizione di un contesto
istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca
il dinamismo
delle imprese;
- Entro 6 mesi, l'adozione di misure che
favoriscano l'accumulazione di capitale fisico e di capitale
umano e ne
accrescano l'efficacia;
- Entro 8 mesi, il completamento delle
riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e
favorire una
maggiore partecipazione.
Nei prossimi 4
mesi è, ad ogni modo, prioritario aggredire con decisione il dualismo Nord-Sud
che
storicamente
caratterizza e penalizza l'economia italiana. Tale divario si estrinseca in un
livello del Pil del
Centro-Nord
Italia che eguaglia il livello delle migliori realtà europee, e quello del
Mezzogiorno, che è
collocato in
fondo alla graduatoria europea.
A riguardo,
l'esecutivo è intenzionato a utilizzare pienamente i fondi strutturali,
impegnandosi in una loro
revisione
globale, inclusi quelli per lo sviluppo delle infrastrutture, allo scopo di
migliorarne l'utilizzo e
ridefinirne le
priorità in stretta collaborazione con la Commissione Europea. Tale revisione consentirà
un'accelerazione,
una riconsiderazione delle priorità dell'uso dei Fondi e una regia rafforzata,
dove l'Italia è
disposta a
chiedere un sostegno tecnico alla commissione europea per la realizzazione di
questo ambizioso
obiettivo. Il
programma straordinario per lo sviluppo del Mezzogiorno è definito in maniera
evocativa
"Eurosud"
e nasce dalla convinzione che la crescita del Sud è la crescita dell'Italia
intera.
Il Governo,
quindi, definirà ed attuerà la revisione strategica dei programmi cofinanziati
dai fondi strutturali
2007-2013. Tale
revisione risponde alle Raccomandazioni del Consiglio del 12 luglio 2011 sul
Programma
Nazionale di
Riforma dell'Italia.
Esso si basa su
una più forte concentrazione dei Programmi sugli investimenti maggiormente in
grado di
rilanciare la
competitività e la crescita del Paese, segnatamente intervenendo sul potenziale
non utilizzato nel
Sud, e su un più
stringente orientamento delle azioni ai risultati (istruzione, banda larga,
ferrovie, nuova
occupazione).
Tale revisione potrà comportare una riduzione del tasso di cofinanziamento
nazionale dei
programmi
comunitari.
Le risorse resesi
disponibili a seguito di questa riduzione saranno programmate attraverso un
percorso di
concertazione tra
il Ministro delegato alle politiche di coesione, il Commissario europeo
competente e le
regioni
interessate basato su una cooperazione rafforzata con la Commissione europea
attraverso un apposito
gruppo di azione.
Tale piano
d'azione sarà definito entro il 15 novembre 2011.
La creazione
delle condizioni strutturali per la crescita dell'intero Paese passa
inevitabilmente per la
revisione delle
politiche di:
a.
promozione e
valorizzazione del capitale umano;
b.
efficientamento
del mercato del lavoro;
c.
apertura dei
mercati in chiave concorrenziale;
d.
sostegno
all'imprenditorialità e all'innovazione;
e.
semplificazione
normativa e amministrativa;
f.
modernizzazione
della pubblica amministrazione;
g.
efficientamento e
snellimento dell'amministrazione della
giustizia;
h.
accelerazione
della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia;
i.
riforma
dell'architettura costituzionale dello Stato.
a. Promozione e valorizzazione del capitale
umano
L'accountability
delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove INVALSI),
definendo per
l'anno scolastico
2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati
insoddisfacenti; si
valorizzerà il
ruolo dei docenti (elevandone, nell'arco d'un quinquennio, impegno didattico e
livello stipendiale
relativo); si
introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento.
Si amplieranno
autonomia e competizione tra Università. Si accrescerà la quota di
finanziamento legata alle
valutazioni
avviate dall'ANVUR e si accresceranno i margini di manovra nella fissazione
delle rette di
iscrizione, con
l'obbligo di destinare una parte rilevante dei maggiori fondi a beneficio degli
studenti meno
abbienti. Si
avvierà anche uno schema nazionale di prestiti d'onore.
Da ultimo, tutti
i provvedimenti attuativi della riforma universitaria saranno approvati entro
il 31 dicembre
2011.
b. Efficientamento del mercato del lavoro
È prevista
l'approvazione di misure addizionali concernenti il mercato del lavoro.
1. In particolare, il Governo si impegna ad
approvare entro il 2011 interventi rivolti a favorire l'occupazione
giovanile e
femminile attraverso la promozione: a. di contratti di apprendistato
contrastando le forme improprie
di lavoro dei
giovani; b. di rapporti di lavoro a tempo parziale e di contratti di
inserimento delle donne nel
mercato del
lavoro; c. del credito di imposta in favore delle imprese che assumono nelle
aree più
svantaggiate.
2. Entro maggio 2012 l'esecutivo approverà una
riforma della legislazione del lavoro a. funzionale alla
maggiore
propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell'impresa anche
attraverso una nuova
regolazione dei
licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo
indeterminato; b. più
stringenti condizioni
nell'uso dei
"contratti para-subordinati" dato che tali contratti sono spesso
utilizzati per lavoratori formalmente
qualificati come
indipendenti ma sostanzialmente impiegati in una posizione di lavoro
subordinato.
c. Apertura dei mercati in chiave
concorrenziale
Entro il 1° marzo
2012 saranno rafforzati gli strumenti di intervento dell'Autorità per la
Concorrenza
per prevenire le
incoerenze tra promozione della concorrenza e disposizioni di livello regionale
o locale.
Verrà generalizzata,
la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali in accordo con gli
enti
territoriali.
Le principali
disposizioni contenute nella bozza di disegno di legge sulla concorrenza
riguardano i settori della
distribuzione dei
carburanti e dell'assicurazione obbligatoria sui veicoli. Le misure relative al
mercato
assicurativo sono
state definite all'interno di una proposta di legge di iniziativa parlamentare,
che è già stata
approvata dalla
camera dei deputati ed è attualmente all'esame del senato. Le misure
concernenti i mercati
della
distribuzione carburanti sono state integralmente inserite nel Decreto Legge
n.98/2011 e pertanto sono
già in vigore. Si
è preferito adottare uno strumento legislativo quale il decreto che garantisce
l'immediata
efficacia degli
interventi. nel medesimo decreto legge sono state inserite anche altre
disposizioni di apertura
dei mercati e
liberalizzazioni, tra cui si ricorda in particolare la liberalizzazione in via
sperimentale degli orari
dei negozi. Nel
frattempo, fra i primi in Europa, l'Italia ha aperto alla concorrenza il
mercato della
distribuzione del
gas: sono stati adottati e saranno a breve pubblicati nella gazzetta ufficiale
i regolamenti che
disciplinano le
gare per l'affidamento della distribuzione del gas in ambiti territoriali più
ampi dei comuni.
Già con il
Decreto Legge n.138/2011 sono state adottate incisive misure finalizzate alla
liberalizzazione delle
attività
d'impresa e degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali. In
particolare già si prevede che le
tariffe
costituiscano soltanto un riferimento per la pattuizione del compenso spettante
al professionista,
derogabile su
accordo fra le parti. Il provvedimento sullo sviluppo conterrà recherà altre
misure per rafforzare
l'apertura degli
ordini professionali e dei servizi pubblici locali.
Sempre in materia
di ordini professionali, nella manovra di agosto, in tema di accesso alle
professioni
regolamentate, è
stato previsto che gli ordinamenti professionali debbano garantire che
l'esercizio dell'attività
risponda senza
eccezioni ai principi di libera concorrenza, alla presenza diffusa dei
professionisti su tutto il
territorio
nazionale, alla differenziazione e pluralità di offerta che garantisca l'effettiva
possibilità di scelta degli
utenti
nell'ambito della più ampia informazione relativamente ai servizi offerti.
Inoltre, già in sede di
conversione della
manovra di luglio (DL n. 98/2011) è stato previsto che il Governo, sentita
l'Alta
Commissione per
la Formulazione di Proposte in materia di Liberalizzazione dei Servizi,
elaborerà proposte
per la
liberalizzazione dei servizi e delle attività economiche da presentare alle
categorie interessate. Dopo 8
mesi dalla
conversione del decreto legge, tali servizi si intenderanno liberalizzati,
salvo quanto espressamente
regolato.
Verranno
rafforzati i presidi a tutela della concorrenza nel campo dei servizi pubblici
locali, con l'introduzione
a livello
nazionale di sistemi di garanzia per la qualità dei servizi nei comparti
idrico, dei rifiuti, dei trasporti,
locali e
nazionali e delle farmacie comunali, seguendo rispettivamente questa sequenza
temporale 3
mesi, 6 mesi, 9
mesi e 12 mesi.
Per quanto
riguarda la riforma dei servizi pubblici locali che il Governo italiano -
riprendendo quanto già
previsto
dall'articolo 23 bis del DL 112/2008 - ha approvato nella manovra di agosto
2011 escludendo il
settore idrico a
seguito di un referendum popolare. Con le disposizioni che si intende varare si
rafforza il
processo di
liberalizzazione e privatizzazione prevedendo che non è possibile attribuire
diritti di esclusiva nelle
ipotesi in cui
l'ente locale affidante non proceda alla previa verifica della realizzabilità
di un sistema di
concorrenza nel
mercato, ossia di
un sistema completamente liberalizzato. Inoltre, viene previsto un ampliamento
delle
competenze
dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonché un sistema di
benchmarking al
fine di
assicurare il progressivo miglioramento della qualità di gestione e di
effettuare valutazioni comparative
delle diverse
gestioni.
d. Sostegno all'imprenditorialità e
all'innovazione
Entro il 2011, al
fine di favorire la crescita delle imprese il Governo prevede di utilizzare la
leva fiscale per
agevolare la
capitalizzazione delle aziende, con meccanismi di deducibilità del rendimento
del capitale di
rischio. Verranno
potenziati gli schemi a partecipazione pubblica diventure capital e private
equity,
preservando la
concorrenza nei relativi comparti.
Il Governo
trasformerà le aree di crisi in aree di sviluppo, rendendo più semplice ed
efficace la procedura per
definire i
programmi di rilancio, che potranno essere finanziati anche con risorse
comunitarie.
Forte impegno
dell'esecutivo verso le PMI, destinando loro il 50% delle risorse non
utilizzate ogni anno
del Fondo
Rotativo per il Sostegno alle imprese e per gli investimenti in ricerca.
Questi interventi
- insieme al Contratto di Sviluppo, già operativo - rientrano a pieno titolo
nell'ambito
del riordino
generale degli incentivi contenuto nello Statuto delle Imprese, che diventerà
legge nelle
prossime
settimane.
Per garantire la
liquidità delle imprese si prevede un sistema di certificazione di debiti delle
Pubbliche
Amministrazioni
locali nei confronti delle imprese stesse al fine di consentire lo sconto e
successivo
pagamento da
parte delle banche, in conformità alle procedure di calcolo Eurostat e senza
impatto
addizionale
sull'indebitamento della Pubblica Amministrazione.
e. Semplificazione normativa e amministrativa
Il Governo
incentiva la costituzione di "zone a burocrazia zero" in tutto il
territorio nazionale in via
sperimentale per
tutto il 2013, anche attraverso la creazione dell'U.L.G. - Ufficio Locale dei
Governi quale
autorità unica
amministrativa che coinvolgerà i livelli locali di governo in passato esclusi.
Il Governo mira a
semplificare la costituzione del bilancio delle S.r.l., la digitalizzazione del
deposito dell'atto
di trasferimento
delle quote delle società e lo snellimento in materia di vigilanza delle
società di capitali e degli
organi di
controllo.
I rapporti con la
pubblica amministrazione diventeranno più snelli grazie alla completa
sostituzione dei
certificati con
delle autocertificazioni, mentre le certificazioni rilasciate dalla pubblica
amministrazione
resteranno valide
solo nei rapporti tra privati.
I controlli sulle
imprese si ispireranno a criteri di semplicità e proporzionalità, al fine di
evitare duplicazioni e
sovrapposizioni
che possano recare intralcio al normale esercizio delle attività
imprenditoriali.
Da ultimo, per
quanto riguarda la semplificazione amministrativa verrà completata nei prossimi
6 mesi la
strategia di
revisione della regolamentazione settoriale, elaborando proposte puntuali di
semplificazione dei
procedimenti e
monitorandone gli effetti. Verrà rafforzata e accelerata l'attuazione del
programma di
misurazione e
riduzione degli oneri amministrativi derivanti da obblighi di tipo informativo
previsti da leggi
statali (MOA).
Inoltre, ove la
disciplina sia di fonte regionale e locale, verranno rafforzati ed estesi gli
incentivi previsti dalla
manovra estiva
per i procedimenti amministrativi relativi all'avvio e alla svolgimento dell'attività
d'impresa.
L'obiettivo è
quello di migliorare il posizionamento dell'Italia nella graduatoria
internazionale relativa al Doing
Business, nei
prossimi 3 anni.
f. Modernizzazione della pubblica
amministrazione
La pubblica
amministrazione è un volano fondamentale della crescita. Stiamo creando le
condizioni perché la
pubblica
amministrazione sia pronta ad accompagnare la ripresa, svolgendo una funzione
di servizio allo
sviluppo e non di
zavorra burocratica. Ecco perché la semplificazione, la trasparenza e la
meritocrazia sono
fondamentali. Un
tassello rilevante è costituito dalla piena attuazione della Riforma Brunetta
della pubblica
amministrazione,
in particolar modo dalle misure che rafforzano il ruolo della Commissione per
la Valutazione,
la Trasparenza e
l'Integrità delle amministrazioni pubbliche (istituita nel dicembre del 2009) e
le cui
competenze
saranno integrate con il disegno di legge in materia di anticorruzione, già
approvato dal Senato, e
attualmente
all'esame della Camera dei Deputati. Esso rappresenta un passaggio importante
per la completa
implementazione
della riforma della pubblica amministrazione in quanto individua una nuova
governance per
l'attività di
prevenzione e contrasto della corruzione, affidando le funzioni alla
Commissione e individuando
con estrema
puntualità le modalità di accrescimento del livello di trasparenza della
pubblica amministrazione.
Per rendere più
efficiente, trasparente, flessibile e meno costosa la pubblica amministrazione
tanto a livello
centrale quanto a
livello degli enti territoriali (oltre al vigente blocco del turnover del
personale) renderemo
effettivi con
meccanismi cogenti/sanzionatori: a. la mobilità obbligatoria del personale; b.
la messa a
disposizione
(Cassa Integrazione Guadagni) con conseguente riduzione salariale e del
personale; c. il
superamento delle
dotazioni organiche.
Contestualmente
all'entrata in vigore della legge costituzionale recante l'abolizione e la
razionalizzazione delle
province è
prevista l'approvazione di una normativa transitoria per il trasferimento del
relativo personale nei
ruoli delle
regioni e dei comuni.
g. Efficientamento e snellimento
dell'amministrazione della giustizia
Proseguendo sulla
linea delle misure definite in estate, verranno rafforzati il contrasto della
litigiosità e la
prevenzione del
contenzioso (anche attraverso la costituzione presso il Ministero della
Giustizia di un gruppo
tecnico che
individui situazioni a forte incidenza di litigiosità e proponga specifici
interventi di contrasto).
Entro il 30
aprile 2012 verrà completato il progetto in corso presso il Ministero della
Giustizia per la
creazione di una
banca dati centralizzata per le statistiche civili e per quelle fallimentari.
Verranno rafforzati i
meccanismi
incentivanti per gli uffici virtuosi di cui alla Legge n. 111 del 2011.
L'obiettivo è quello della
riduzione della
durata delle controversie civili di almeno il 20 per cento in 3 anni.
h. Accelerazione della realizzazione delle
infrastrutture ed edilizia
Oltre alla
realizzazione degli investimenti già concordati con le società concessionarie,
il Governo solleciterà
una maggiore
partecipazione degli investitori privati, definendo entro il 31 dicembre 2011
standard
contrattuali tipo
che facilitino il ricorso al project financing, con una più chiara ed
efficiente allocazione dei
rischi tra le
parti e accrescendo le certezze sulla redditività dell'opera e la prevenzione
di comportamenti di
tipo
monopolistico nella determinazione dei pedaggi. Verrà rafforzata la qualità
della programmazione
finanziaria
pubblica, definendo obiettivi pluriennali di spesa e concentrando le risorse su
progetti considerati
strategici.
Il Governo è
impegnato nella definizione nelle prossime 10 settimane di alcune opere
immediatamente
cantierabili, su
proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che potranno
beneficiare, a titolo di
contributo al
finanziamento, della defiscalizzazione (IRAP, IRES) a vantaggio dei
concessionari dell'opera
stessa. Inoltre
sono previste una serie di semplificazioni e velocizzazioni nelle procedure di
approvazione dei
progetti da parte
del CIPE e la suddivisione degli appalti in lotti funzionali per garantire alle
PMI un accesso
facilitato.
Si prevede lo
sblocco degli investimenti privati grazie alla semplificazione delle procedure
relative ai contratti
di programma dei
maggiori aeroporti italiani. Infine, sono previste norme mirate
all'ottimizzazione delle
gestioni negli
impianti portuali e di semplificazione in materia di trasporto eccezionale su
gomma.
Da ultimo, è in
corso di predisposizione una garanzia "reale" dello Stato (attraverso
propri beni immobili, e non
solo di natura
finanziaria) per i mutui prima casa di giovani coppie, prive di contratto di
lavoro a tempo
indeterminato.
Questo garantirà un nuovo impulso al mercato immobiliare e alle nuove famiglie.
i. Riforma dell'architettura costituzionale
dello Stato
Il Governo
italiano è impegnato in un processo di complessiva riforma costituzionale. Essa
riguarda tanto
l'assetto
costituzionale dei poteri, quanto la cornice normativa volta a promuovere le
condizioni di sviluppo del
mercato e una
disciplina più rigorosa delle finanze pubbliche.
Pur nella
complessità del processo di revisione costituzionale l'Italia intende giungere
all'approvazione
della prima
lettura di tali disegni di legge costituzionale entro i prossimi 6/12 mesi.
In particolare,
quanto alla riforma dello Stato, si tratta dei seguenti provvedimenti:
a. Disegno di legge (già approvato in prima
lettura alla Camera) sulla modifica dell'elettorato attivo e
passivo
per l'elezione al
Parlamento nazionale al fine di garantire una maggiore partecipazione giovanile
alla vita
politica.
b. Due disegni di legge (all'esame del
Parlamento) di riforma complessiva dell'organizzazione dei vertici
delle
istituzioni
politiche, con particolare riferimento alla riduzione significativa del numero
dei parlamentari,
all'abolizione
delle province, alla riforma in senso federale dello Stato, alla maggiore
efficienza dei meccanismi
decisionali e al
rafforzamento del ruolo dell'esecutivo e della maggioranza.
Sul secondo
versante, relativo alla disciplina del mercato e al rigore della finanza
pubblica, si prevede:
a. Un disegno di legge (la cui approvazione è
in corso proprio in questi giorni presso la Camera dei deputati)
di
riforma degli
articoli della costituzione relativi alla libertà di iniziativa economica e
alla tutela della
concorrenza,
nonché alla
riforma della pubblica amministrazione in funzione della valorizzazione
dell'efficienza e del merito.
b. Un disegno di legge sull'introduzione del
vincolo di pareggio di bilancio sul modello già seguito in altri
ordinamenti
europei.
A tal fine si
deve ricordare che l'articolo 138 della Costituzione Italiana impone che le
leggi costituzionali
ad intervallo non
minore di tre mesi. Quindi, anche con la massima celerità possibile, le riforme
costituzionali
richiedono dei tempi minimi imprescindibili.
Le conseguenti
leggi attuative saranno successivamente attuate senza indugio, non essendovi
vincoli temporali
nell'ambito della
Costituzione.
C. UNA FINANZA PUBBLICA SOSTENIBILE
Le pensioni
Nella attuale
legislatura la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi
che hanno reso a
regime il sistema
pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di
assorbire eventuali
choc negativi.
Grazie al
meccanismo di aggancio dell'età pensionabile alla speranza di vita introdotto
nel 2010 (art. 12 commi
12-bis e 12-ter,
DL 78/2010, come modificato con art. 18 comma 4, DL 98/2011), il Governo
italiano prevede
che il requisito
anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne
nel 2026.
Sono già stati
rivisti i requisiti necessari per l'accesso al pensionamento di anzianità. Tali
requisiti
aumenteranno
gradualmente fino ad arrivare a regime a partire dal 2013. Questi requisiti
sono in ogni caso
agganciati in
aumento all'evoluzione della speranza di vita.
La delega fiscale
e assistenziale previdenziale
Il provvedimento
di iniziativa governativa è già all'esame del Parlamento e sarà approvato,
entro il 31
gennaio 2012,
quindi con tempi compatibili all'emanazione dei provvedimenti delegati entro il
2012.
Comunque, anche
al fine di accrescere la fiducia degli investitori, nel rispetto del percorso
di risanamento
programmato, il
Governo ha fornito, con la Legge 148 del 14 settembre 2011, le risorse che
saranno reperite
con l'esercizio della
delega per la riforma dei sistemi fiscale e assistenziale sulla base degli
attuali regimi di
favore fiscale e
delle sovrapposizioni fra agevolazioni e conseguenti inefficienze ad oggi
individuate. Tali
risorse ammontano
ad almeno 4 miliardi di euro nell'anno 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi
di euro annui
a decorrere dal
2014. Contestualmente, per dare massima garanzia sul rispetto dei saldi è stata
introdotta una
clausola di
salvaguardia. La clausola prevede che, in caso di ritardo nell'attuazione della
delega oltre il 30
settembre 2012,
le agevolazioni fiscali vigenti saranno ridotte del 5% per l'anno 2012 e del
20% a decorrere
dal 2013. In
alternativa, anche parziale, si è stabilita la possibilità di disporre con
decreto del Presidente del
consiglio, su
proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, la rimodulazione delle
aliquote delle imposte
indirette,
inclusa l'accisa.
In breve, qualora
la delega non fosse esercitata entro il 30 settembre 2012 o le nuove
disposizioni fiscali e
assistenziali non
siano in grado di garantire un sufficiente effetto positivo sul deficit (almeno
4 miliardi nel
2012, 16 miliardi
nel 2013 e 20 miliardi a partire dal 2014), si avrà una riduzione automatica
delle agevolazioni
fiscali che garantirà
comunque il raggiungimento degli obiettivi di risparmio. Viceversa, se la
delega verrà
esercitata entro
il termine e le nuove disposizioni garantiranno effetti di risparmio almeno
pari a quelli previsti,
non si procederà
dunque al taglio automatico delle agevolazioni.
Le dismissioni
Entro il 30
novembre 2011, il Governo definirà un piano di dismissioni e valorizzazioni del
patrimonio
pubblico che
prevede almeno 5 miliardi di proventi all'anno nel prossimo triennio. Previo
accordo con la
Conferenza
Stato-Regioni, gli enti territoriali dovranno definire con la massima urgenza
un programma di
privatizzazione
delle aziende da essi controllate. I proventi verranno utilizzati per ridurre
il debito o realizzare
progetti di
investimento locali.
La
razionalizzazione della spesa pubblica
Il Governo
ribadisce l'impegno a definire entro il 31 dicembre 2011 il programma per la
riorganizzazione
della spesa
previsto dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148, in particolare per quanto
riguarda: l'integrazione
operativa delle
agenzie fiscali; la razionalizzazione di tutte le strutture periferiche
dell'amministrazione dello
Stato e degli
enti della previdenza pubblica in modo da creare sinergie e ottimizzare l'uso
delle risorse; il
coordinamento
delle attività delle forze dell'ordine; la razionalizzazione
dell'organizzazione giudiziaria nel suo
complesso in modo
da accelerare i tempi della giustizia civile; e la riorganizzazione della rete
consolare e
diplomatica. Il
Governo attuerà i primi interventi dal 1° gennaio 2012 e darà conto dei
progressi realizzati con
cadenza
trimestrale.
Debito pubblico
Entro il 31
dicembre 2011, il governo affiderà l'elaborazione di un piano organico per
l'abbattimento del
debito attraverso
anche le dismissioni ad una commissione ristretta di personalità di prestigio,
in collaborazione
con gli enti
territoriali e con le principali istituzioni economiche e finanziarie nazionali
ed internazionali.
Il costo degli
apparati istituzionali
Il Governo
riconosce la necessità di rafforzare gli interventi volti a ridurre i costi
degli apparati istituzionali. In
particolare,
verrà perseguita entro il 2012, una razionalizzazione e soppressione delle
provincie e la
riallocazione
delle funzioni delle Province alle Regioni o ai Comuni, in modo da assicurare
un significativo
snellimento dei
relativi apparati burocratici e degli organi rappresentativi. Verrà rafforzato
il regime di
incompatibilità
fra le cariche elettive ai diversi livelli di governo.
Il pareggio di
bilancio
Il disegno di
legge di riforma della Costituzione in materia di pareggio di bilancio è già
all'esame della Camera
dei Deputati.
L'obiettivo è quello di una sua definitiva approvazione entro la metà del 2012.
Con le modifiche
introdotte con la Legge n.39/2011 alla "Legge di contabilità e finanza
pubblica (L. 196/2009)
è stata rivista
la normativa relativa alle coperture finanziarie delle leggi a vantaggio del
rafforzamento della
relativa
disciplina fiscale. In particolare, per la copertura degli oneri correnti della
legge di stabilità è stata
circoscritta la
possibilità di utilizzare il miglioramento del risparmio pubblico, escludendo
la possibilità di
finanziare con
tali risorse nuove o maggiori spese correnti.
Definire le
ulteriori misure correttive eventualmente necessarie
Il Governo
monitorerà costantemente l'andamento dei conti pubblici. Qualora il
deterioramento del ciclo
economico dovesse
portare a un peggioramento nei saldi il Governo interverrà prontamente.
L'utilizzo del
Fondo per
esigenze indifferibili sarà vincolato all'accertamento, nel giugno del 2012, di
andamenti dei conti
pubblici coerenti
con l'obiettivo per l'indebitamento netto del prossimo anno.
D. CONCLUSIONI
Siamo sicuri che,
con l'impegno di tutti, scaturito dalla consapevolezza che ci troviamo a
fronteggiare
problemi che
riguardano l'intera Unione e la tenuta stessa della moneta comune, dunque
problemi non
circoscrivibili a
questa o quella debolezza o forza nazionali, consegneremo ai giovani un'Europa
più forte e più
coesa.
26 ottobre 2011
19:46