La lettera dell'Italia all'Ue

PREMESSA

L'Italia ha sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a farlo. Quest'estate il Parlamento

italiano ha approvato manovre di stabilizzazione finanziaria con un effetto correttivo sui saldi di bilancio al

2014 pari a 60 miliardi di euro. Sono state così create le condizioni per raggiungere il pareggio di bilancio nel

2013, con un anno di anticipo rispetto a quanto richiesto dalle istituzioni europee. Dal 2012, grazie

all'aumentato avanzo primario, il nostro debito scenderà.

Tuttavia, siamo consapevoli della necessità di presentare un piano di riforme globale e coerente.

La situazione italiana va letta tenendo in debita considerazione gli equilibri più generali che coinvolgono l'intera

area europea. Mesi di tensioni sui mercati finanziari e di aggressioni speculative contro i debiti sovrani sono,

infatti, il segnale inequivocabile di una debolezza degli assetti istituzionali dell'area euro.

Per quel che riguarda l'Italia, consapevoli di avere un debito pubblico troppo alto e una crescita troppo

contenuta, abbiamo seguito sin dall'inizio della crisi una politica attenta e rigorosa.

Dal 2008 ad oggi il nostro debito pubblico è cresciuto, in rapporto al Pil, meno di quello di altri importanti paesi

europei. Inoltre, la disciplina da noi adottata ha portato a un bilancio primario in attivo. Situazione non comune

ad altri Paesi.

Se problemi antichi, come quello del nostro debito pubblico, danno luogo oggi a ulteriori e gravi pericoli, ciò

è soprattutto il segno che la causa va cercata non nella loro sola esistenza, ma nel nuovo contesto nel

quale ci si è trovati a governarli.

A.    I FONDAMENTALI DELL'ECONOMIA

Il Governo italiano ha risanato i conti pubblici e conseguirà l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013. Il

debito pubblico in rapporto al PIL è stato ricondotto su un sentiero di progressiva riduzione.

Nel 2014 avremo un avanzo di bilancio (corretto per il ciclo) pari allo 0,5% del PIL, un avanzo primario pari al

5,7% del PIL e un debito pubblico al 112,6% del PIL. Per realizzare questo obiettivo sono state approvate

durante l'estate in tempi record due importanti manovre di finanza pubblica che comporteranno una

correzione del deficit tendenziale nel quadriennio 2011-2014 pari rispettivamente a 0,2%, 1,7%, 3,3% e 3,5%

del PIL. Nel 2011 si prevede un avanzo primario consistente pari allo 0,9% del PIL. Nonostante l'aumento

delle spese per il servizio del debito, questo consentirà la riduzione del rapporto debito/PIL già nel 2012. I dati

relativi ai primi otto mesi dell'anno in corso sono coerenti con questi obiettivi.

È doveroso segnalare che la nuova serie dei conti nazionali indica che nel 2010 il Pil italiano è cresciuto

dell'1,5% e non dell'1,3% e, nei due anni della crisi, il Pil si è ridotto meno di quanto prima stimato (-1,2%

invece di -1,3% nel 2008 e -5,1% invece di -5,2% nel 2009).

Come conseguenza della revisione contabile operata da Eurostat il rapporto deficit/Pil, che è stato confermato

a 4,6% per il 2010, è praticamente allineato a quello della Germania, rivisto dal 3,3% al 4,3%. Si noti, inoltre,

che l'Eurostat ha rettificato al rialzo anche i rapporti deficit/Pil della Francia (dal 7% al 7,1%), della Spagna

(dal 9,2% al 9,3%), della Grecia (dal 10,5% al 10,6%) e del Portogallo (dal 9,1% al 9,8%).

 

 

In conclusione, nel 2010 l'Italia aveva, insieme alla Germania, il comportamento largamente più virtuoso

in termini di indebitamento netto in rapporto al Pil.

B.    CREARE CONDIZIONI STRUTTURALI FAVOREVOLI ALLA CRESCITA

Siamo ora impegnati nel creare le condizioni strutturali favorevoli alla crescita. Il Governo ritiene

necessario intervenire sulla composizione del bilancio pubblico per renderla più favorevole alla crescita.

Con questo obiettivo il Governo intende operare su quattro direttrici nei prossimi 8 mesi:

-     Entro 2 mesi, la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all'attività economica, così da

consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori;

-     Entro 4 mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca

il dinamismo delle imprese;

-     Entro 6 mesi, l'adozione di misure che favoriscano l'accumulazione di capitale fisico e di capitale

umano e ne accrescano l'efficacia;

-     Entro 8 mesi, il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e

favorire una maggiore partecipazione.

Nei prossimi 4 mesi è, ad ogni modo, prioritario aggredire con decisione il dualismo Nord-Sud che

storicamente caratterizza e penalizza l'economia italiana. Tale divario si estrinseca in un livello del Pil del

Centro-Nord Italia che eguaglia il livello delle migliori realtà europee, e quello del Mezzogiorno, che è

collocato in fondo alla graduatoria europea.

A riguardo, l'esecutivo è intenzionato a utilizzare pienamente i fondi strutturali, impegnandosi in una loro

revisione globale, inclusi quelli per lo sviluppo delle infrastrutture, allo scopo di migliorarne l'utilizzo e

ridefinirne le priorità in stretta collaborazione con la Commissione Europea. Tale revisione consentirà

un'accelerazione, una riconsiderazione delle priorità dell'uso dei Fondi e una regia rafforzata, dove l'Italia è

disposta a chiedere un sostegno tecnico alla commissione europea per la realizzazione di questo ambizioso

obiettivo. Il programma straordinario per lo sviluppo del Mezzogiorno è definito in maniera evocativa

"Eurosud" e nasce dalla convinzione che la crescita del Sud è la crescita dell'Italia intera.

Il Governo, quindi, definirà ed attuerà la revisione strategica dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali

2007-2013. Tale revisione risponde alle Raccomandazioni del Consiglio del 12 luglio 2011 sul Programma

Nazionale di Riforma dell'Italia.

Esso si basa su una più forte concentrazione dei Programmi sugli investimenti maggiormente in grado di

rilanciare la competitività e la crescita del Paese, segnatamente intervenendo sul potenziale non utilizzato nel

Sud, e su un più stringente orientamento delle azioni ai risultati (istruzione, banda larga, ferrovie, nuova

occupazione). Tale revisione potrà comportare una riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale dei

programmi comunitari.

Le risorse resesi disponibili a seguito di questa riduzione saranno programmate attraverso un percorso di

concertazione tra il Ministro delegato alle politiche di coesione, il Commissario europeo competente e le

regioni interessate basato su una cooperazione rafforzata con la Commissione europea attraverso un apposito

gruppo di azione.

 

 

Tale piano d'azione sarà definito entro il 15 novembre 2011.

La creazione delle condizioni strutturali per la crescita dell'intero Paese passa inevitabilmente per la

revisione delle politiche di:

 

a.

promozione e valorizzazione del capitale umano;

b.

efficientamento del mercato del lavoro;

c.

apertura dei mercati in chiave concorrenziale;

d.

sostegno all'imprenditorialità e all'innovazione;

e.

semplificazione normativa e amministrativa;

f.

modernizzazione della pubblica amministrazione;

g.

efficientamento e snellimento dell'amministrazione della

giustizia;

h.

accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia;

i.

riforma dell'architettura costituzionale dello Stato.

a.    Promozione e valorizzazione del capitale umano

L'accountability delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove INVALSI), definendo per

l'anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si

valorizzerà il ruolo dei docenti (elevandone, nell'arco d'un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale

relativo); si introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento.

Si amplieranno autonomia e competizione tra Università. Si accrescerà la quota di finanziamento legata alle

valutazioni avviate dall'ANVUR e si accresceranno i margini di manovra nella fissazione delle rette di

iscrizione, con l'obbligo di destinare una parte rilevante dei maggiori fondi a beneficio degli studenti meno

abbienti. Si avvierà anche uno schema nazionale di prestiti d'onore.

Da ultimo, tutti i provvedimenti attuativi della riforma universitaria saranno approvati entro il 31 dicembre

2011.

b.    Efficientamento del mercato del lavoro

È prevista l'approvazione di misure addizionali concernenti il mercato del lavoro.

1.    In particolare, il Governo si impegna ad approvare entro il 2011 interventi rivolti a favorire l'occupazione

giovanile e femminile attraverso la promozione: a. di contratti di apprendistato contrastando le forme improprie

di lavoro dei giovani; b. di rapporti di lavoro a tempo parziale e di contratti di inserimento delle donne nel

mercato del lavoro; c. del credito di imposta in favore delle imprese che assumono nelle aree più

svantaggiate.

2.    Entro maggio 2012 l'esecutivo approverà una riforma della legislazione del lavoro a. funzionale alla

maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell'impresa anche attraverso una nuova

regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato; b. più

stringenti condizioni

 

 

nell'uso dei "contratti para-subordinati" dato che tali contratti sono spesso utilizzati per lavoratori formalmente

qualificati come indipendenti ma sostanzialmente impiegati in una posizione di lavoro subordinato.

c.        Apertura dei mercati in chiave concorrenziale

Entro il 1° marzo 2012 saranno rafforzati gli strumenti di intervento dell'Autorità per la Concorrenza

per prevenire le incoerenze tra promozione della concorrenza e disposizioni di livello regionale o locale.

Verrà generalizzata, la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali in accordo con gli enti

territoriali.

Le principali disposizioni contenute nella bozza di disegno di legge sulla concorrenza riguardano i settori della

distribuzione dei carburanti e dell'assicurazione obbligatoria sui veicoli. Le misure relative al mercato

assicurativo sono state definite all'interno di una proposta di legge di iniziativa parlamentare, che è già stata

approvata dalla camera dei deputati ed è attualmente all'esame del senato. Le misure concernenti i mercati

della distribuzione carburanti sono state integralmente inserite nel Decreto Legge n.98/2011 e pertanto sono

già in vigore. Si è preferito adottare uno strumento legislativo quale il decreto che garantisce l'immediata

efficacia degli interventi. nel medesimo decreto legge sono state inserite anche altre disposizioni di apertura

dei mercati e liberalizzazioni, tra cui si ricorda in particolare la liberalizzazione in via sperimentale degli orari

dei negozi. Nel frattempo, fra i primi in Europa, l'Italia ha aperto alla concorrenza il mercato della

distribuzione del gas: sono stati adottati e saranno a breve pubblicati nella gazzetta ufficiale i regolamenti che

disciplinano le gare per l'affidamento della distribuzione del gas in ambiti territoriali più ampi dei comuni.

Già con il Decreto Legge n.138/2011 sono state adottate incisive misure finalizzate alla liberalizzazione delle

attività d'impresa e degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali. In particolare già si prevede che le

tariffe costituiscano soltanto un riferimento per la pattuizione del compenso spettante al professionista,

derogabile su accordo fra le parti. Il provvedimento sullo sviluppo conterrà recherà altre misure per rafforzare

l'apertura degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali.

Sempre in materia di ordini professionali, nella manovra di agosto, in tema di accesso alle professioni

regolamentate, è stato previsto che gli ordinamenti professionali debbano garantire che l'esercizio dell'attività

risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza, alla presenza diffusa dei professionisti su tutto il

territorio nazionale, alla differenziazione e pluralità di offerta che garantisca l'effettiva possibilità di scelta degli

utenti nell'ambito della più ampia informazione relativamente ai servizi offerti. Inoltre, già in sede di

conversione della manovra di luglio (DL n. 98/2011) è stato previsto che il Governo, sentita l'Alta

Commissione per la Formulazione di Proposte in materia di Liberalizzazione dei Servizi, elaborerà proposte

per la liberalizzazione dei servizi e delle attività economiche da presentare alle categorie interessate. Dopo 8

mesi dalla conversione del decreto legge, tali servizi si intenderanno liberalizzati, salvo quanto espressamente

regolato.

Verranno rafforzati i presidi a tutela della concorrenza nel campo dei servizi pubblici locali, con l'introduzione

a livello nazionale di sistemi di garanzia per la qualità dei servizi nei comparti idrico, dei rifiuti, dei trasporti,

locali e nazionali e delle farmacie comunali, seguendo rispettivamente questa sequenza temporale 3

mesi, 6 mesi, 9 mesi e 12 mesi.

Per quanto riguarda la riforma dei servizi pubblici locali che il Governo italiano - riprendendo quanto già

previsto dall'articolo 23 bis del DL 112/2008 - ha approvato nella manovra di agosto 2011 escludendo il

settore idrico a seguito di un referendum popolare. Con le disposizioni che si intende varare si rafforza il

processo di liberalizzazione e privatizzazione prevedendo che non è possibile attribuire diritti di esclusiva nelle

ipotesi in cui l'ente locale affidante non proceda alla previa verifica della realizzabilità di un sistema di

concorrenza nel

 

 

mercato, ossia di un sistema completamente liberalizzato. Inoltre, viene previsto un ampliamento delle

competenze dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonché un sistema di benchmarking al

fine di assicurare il progressivo miglioramento della qualità di gestione e di effettuare valutazioni comparative

delle diverse gestioni.

d.    Sostegno all'imprenditorialità e all'innovazione

Entro il 2011, al fine di favorire la crescita delle imprese il Governo prevede di utilizzare la leva fiscale per

agevolare la capitalizzazione delle aziende, con meccanismi di deducibilità del rendimento del capitale di

rischio. Verranno potenziati gli schemi a partecipazione pubblica diventure capital e private equity,

preservando la concorrenza nei relativi comparti.

Il Governo trasformerà le aree di crisi in aree di sviluppo, rendendo più semplice ed efficace la procedura per

definire i programmi di rilancio, che potranno essere finanziati anche con risorse comunitarie.

Forte impegno dell'esecutivo verso le PMI, destinando loro il 50% delle risorse non utilizzate ogni anno

del Fondo Rotativo per il Sostegno alle imprese e per gli investimenti in ricerca.

Questi interventi - insieme al Contratto di Sviluppo, già operativo - rientrano a pieno titolo nell'ambito

del riordino generale degli incentivi contenuto nello Statuto delle Imprese, che diventerà legge nelle

prossime settimane.

Per garantire la liquidità delle imprese si prevede un sistema di certificazione di debiti delle Pubbliche

Amministrazioni locali nei confronti delle imprese stesse al fine di consentire lo sconto e successivo

pagamento da parte delle banche, in conformità alle procedure di calcolo Eurostat e senza impatto

addizionale sull'indebitamento della Pubblica Amministrazione.

e.    Semplificazione normativa e amministrativa

Il Governo incentiva la costituzione di "zone a burocrazia zero" in tutto il territorio nazionale in via

sperimentale per tutto il 2013, anche attraverso la creazione dell'U.L.G. - Ufficio Locale dei Governi quale

autorità unica amministrativa che coinvolgerà i livelli locali di governo in passato esclusi.

Il Governo mira a semplificare la costituzione del bilancio delle S.r.l., la digitalizzazione del deposito dell'atto

di trasferimento delle quote delle società e lo snellimento in materia di vigilanza delle società di capitali e degli

organi di controllo.

I rapporti con la pubblica amministrazione diventeranno più snelli grazie alla completa sostituzione dei

certificati con delle autocertificazioni, mentre le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione

resteranno valide solo nei rapporti tra privati.

I controlli sulle imprese si ispireranno a criteri di semplicità e proporzionalità, al fine di evitare duplicazioni e

sovrapposizioni che possano recare intralcio al normale esercizio delle attività imprenditoriali.

Da ultimo, per quanto riguarda la semplificazione amministrativa verrà completata nei prossimi 6 mesi la

strategia di revisione della regolamentazione settoriale, elaborando proposte puntuali di semplificazione dei

procedimenti e monitorandone gli effetti. Verrà rafforzata e accelerata l'attuazione del programma di

misurazione e riduzione degli oneri amministrativi derivanti da obblighi di tipo informativo previsti da leggi

statali (MOA).

 

 

Inoltre, ove la disciplina sia di fonte regionale e locale, verranno rafforzati ed estesi gli incentivi previsti dalla

manovra estiva per i procedimenti amministrativi relativi all'avvio e alla svolgimento dell'attività d'impresa.

L'obiettivo è quello di migliorare il posizionamento dell'Italia nella graduatoria internazionale relativa al Doing

Business, nei prossimi 3 anni.

f.    Modernizzazione della pubblica amministrazione

La pubblica amministrazione è un volano fondamentale della crescita. Stiamo creando le condizioni perché la

pubblica amministrazione sia pronta ad accompagnare la ripresa, svolgendo una funzione di servizio allo

sviluppo e non di zavorra burocratica. Ecco perché la semplificazione, la trasparenza e la meritocrazia sono

fondamentali. Un tassello rilevante è costituito dalla piena attuazione della Riforma Brunetta della pubblica

amministrazione, in particolar modo dalle misure che rafforzano il ruolo della Commissione per la Valutazione,

la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni pubbliche (istituita nel dicembre del 2009) e le cui

competenze saranno integrate con il disegno di legge in materia di anticorruzione, già approvato dal Senato, e

attualmente all'esame della Camera dei Deputati. Esso rappresenta un passaggio importante per la completa

implementazione della riforma della pubblica amministrazione in quanto individua una nuova governance per

l'attività di prevenzione e contrasto della corruzione, affidando le funzioni alla Commissione e individuando

con estrema puntualità le modalità di accrescimento del livello di trasparenza della pubblica amministrazione.

Per rendere più efficiente, trasparente, flessibile e meno costosa la pubblica amministrazione tanto a livello

centrale quanto a livello degli enti territoriali (oltre al vigente blocco del turnover del personale) renderemo

effettivi con meccanismi cogenti/sanzionatori: a. la mobilità obbligatoria del personale; b. la messa a

disposizione (Cassa Integrazione Guadagni) con conseguente riduzione salariale e del personale; c. il

superamento delle dotazioni organiche.

Contestualmente all'entrata in vigore della legge costituzionale recante l'abolizione e la razionalizzazione delle

province è prevista l'approvazione di una normativa transitoria per il trasferimento del relativo personale nei

ruoli delle regioni e dei comuni.

g.    Efficientamento e snellimento dell'amministrazione della giustizia

Proseguendo sulla linea delle misure definite in estate, verranno rafforzati il contrasto della litigiosità e la

prevenzione del contenzioso (anche attraverso la costituzione presso il Ministero della Giustizia di un gruppo

tecnico che individui situazioni a forte incidenza di litigiosità e proponga specifici interventi di contrasto).

Entro il 30 aprile 2012 verrà completato il progetto in corso presso il Ministero della Giustizia per la

creazione di una banca dati centralizzata per le statistiche civili e per quelle fallimentari. Verranno rafforzati i

meccanismi incentivanti per gli uffici virtuosi di cui alla Legge n. 111 del 2011. L'obiettivo è quello della

riduzione della durata delle controversie civili di almeno il 20 per cento in 3 anni.

h.      Accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia

Oltre alla realizzazione degli investimenti già concordati con le società concessionarie, il Governo solleciterà

una maggiore partecipazione degli investitori privati, definendo entro il 31 dicembre 2011 standard

contrattuali tipo che facilitino il ricorso al project financing, con una più chiara ed efficiente allocazione dei

rischi tra le parti e accrescendo le certezze sulla redditività dell'opera e la prevenzione di comportamenti di

tipo monopolistico nella determinazione dei pedaggi. Verrà rafforzata la qualità della programmazione

finanziaria pubblica, definendo obiettivi pluriennali di spesa e concentrando le risorse su progetti considerati

strategici.

 

 

Il Governo è impegnato nella definizione nelle prossime 10 settimane di alcune opere immediatamente

cantierabili, su proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che potranno beneficiare, a titolo di

contributo al finanziamento, della defiscalizzazione (IRAP, IRES) a vantaggio dei concessionari dell'opera

stessa. Inoltre sono previste una serie di semplificazioni e velocizzazioni nelle procedure di approvazione dei

progetti da parte del CIPE e la suddivisione degli appalti in lotti funzionali per garantire alle PMI un accesso

facilitato.

Si prevede lo sblocco degli investimenti privati grazie alla semplificazione delle procedure relative ai contratti

di programma dei maggiori aeroporti italiani. Infine, sono previste norme mirate all'ottimizzazione delle

gestioni negli impianti portuali e di semplificazione in materia di trasporto eccezionale su gomma.

Da ultimo, è in corso di predisposizione una garanzia "reale" dello Stato (attraverso propri beni immobili, e non

solo di natura finanziaria) per i mutui prima casa di giovani coppie, prive di contratto di lavoro a tempo

indeterminato. Questo garantirà un nuovo impulso al mercato immobiliare e alle nuove famiglie.

i.    Riforma dell'architettura costituzionale dello Stato

Il Governo italiano è impegnato in un processo di complessiva riforma costituzionale. Essa riguarda tanto

l'assetto costituzionale dei poteri, quanto la cornice normativa volta a promuovere le condizioni di sviluppo del

mercato e una disciplina più rigorosa delle finanze pubbliche.

Pur nella complessità del processo di revisione costituzionale l'Italia intende giungere all'approvazione

della prima lettura di tali disegni di legge costituzionale entro i prossimi 6/12 mesi.

In particolare, quanto alla riforma dello Stato, si tratta dei seguenti provvedimenti:

a.    Disegno di legge (già approvato in prima lettura alla Camera) sulla modifica dell'elettorato attivo e

passivo

per l'elezione al Parlamento nazionale al fine di garantire una maggiore partecipazione giovanile alla vita

politica.

b.    Due disegni di legge (all'esame del Parlamento) di riforma complessiva dell'organizzazione dei vertici

delle

istituzioni politiche, con particolare riferimento alla riduzione significativa del numero dei parlamentari,

all'abolizione delle province, alla riforma in senso federale dello Stato, alla maggiore efficienza dei meccanismi

decisionali e al rafforzamento del ruolo dell'esecutivo e della maggioranza.

Sul secondo versante, relativo alla disciplina del mercato e al rigore della finanza pubblica, si prevede:

a.    Un disegno di legge (la cui approvazione è in corso proprio in questi giorni presso la Camera dei deputati)

di

riforma degli articoli della costituzione relativi alla libertà di iniziativa economica e alla tutela della

concorrenza,

nonché alla riforma della pubblica amministrazione in funzione della valorizzazione dell'efficienza e del merito.

b.    Un disegno di legge sull'introduzione del vincolo di pareggio di bilancio sul modello già seguito in altri

ordinamenti europei.

A tal fine si deve ricordare che l'articolo 138 della Costituzione Italiana impone che le leggi costituzionali

ad intervallo non minore di tre mesi. Quindi, anche con la massima celerità possibile, le riforme

costituzionali richiedono dei tempi minimi imprescindibili.

Le conseguenti leggi attuative saranno successivamente attuate senza indugio, non essendovi vincoli temporali

nell'ambito della Costituzione.

 

 

C.    UNA FINANZA PUBBLICA SOSTENIBILE

Le pensioni

Nella attuale legislatura la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi che hanno reso a

regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali

choc negativi.

Grazie al meccanismo di aggancio dell'età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010 (art. 12 commi

12-bis e 12-ter, DL 78/2010, come modificato con art. 18 comma 4, DL 98/2011), il Governo italiano prevede

che il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026.

Sono già stati rivisti i requisiti necessari per l'accesso al pensionamento di anzianità. Tali requisiti

aumenteranno gradualmente fino ad arrivare a regime a partire dal 2013. Questi requisiti sono in ogni caso

agganciati in aumento all'evoluzione della speranza di vita.

La delega fiscale e assistenziale previdenziale

Il provvedimento di iniziativa governativa è già all'esame del Parlamento e sarà approvato, entro il 31

gennaio 2012, quindi con tempi compatibili all'emanazione dei provvedimenti delegati entro il 2012.

Comunque, anche al fine di accrescere la fiducia degli investitori, nel rispetto del percorso di risanamento

programmato, il Governo ha fornito, con la Legge 148 del 14 settembre 2011, le risorse che saranno reperite

con l'esercizio della delega per la riforma dei sistemi fiscale e assistenziale sulla base degli attuali regimi di

favore fiscale e delle sovrapposizioni fra agevolazioni e conseguenti inefficienze ad oggi individuate. Tali

risorse ammontano ad almeno 4 miliardi di euro nell'anno 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi di euro annui

a decorrere dal 2014. Contestualmente, per dare massima garanzia sul rispetto dei saldi è stata introdotta una

clausola di salvaguardia. La clausola prevede che, in caso di ritardo nell'attuazione della delega oltre il 30

settembre 2012, le agevolazioni fiscali vigenti saranno ridotte del 5% per l'anno 2012 e del 20% a decorrere

dal 2013. In alternativa, anche parziale, si è stabilita la possibilità di disporre con decreto del Presidente del

consiglio, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, la rimodulazione delle aliquote delle imposte

indirette, inclusa l'accisa.

In breve, qualora la delega non fosse esercitata entro il 30 settembre 2012 o le nuove disposizioni fiscali e

assistenziali non siano in grado di garantire un sufficiente effetto positivo sul deficit (almeno 4 miliardi nel

2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi a partire dal 2014), si avrà una riduzione automatica delle agevolazioni

fiscali che garantirà comunque il raggiungimento degli obiettivi di risparmio. Viceversa, se la delega verrà

esercitata entro il termine e le nuove disposizioni garantiranno effetti di risparmio almeno pari a quelli previsti,

non si procederà dunque al taglio automatico delle agevolazioni.

Le dismissioni

Entro il 30 novembre 2011, il Governo definirà un piano di dismissioni e valorizzazioni del patrimonio

pubblico che prevede almeno 5 miliardi di proventi all'anno nel prossimo triennio. Previo accordo con la

Conferenza Stato-Regioni, gli enti territoriali dovranno definire con la massima urgenza un programma di

privatizzazione delle aziende da essi controllate. I proventi verranno utilizzati per ridurre il debito o realizzare

progetti di investimento locali.

La razionalizzazione della spesa pubblica

 

 

Il Governo ribadisce l'impegno a definire entro il 31 dicembre 2011 il programma per la riorganizzazione

della spesa previsto dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148, in particolare per quanto riguarda: l'integrazione

operativa delle agenzie fiscali; la razionalizzazione di tutte le strutture periferiche dell'amministrazione dello

Stato e degli enti della previdenza pubblica in modo da creare sinergie e ottimizzare l'uso delle risorse; il

coordinamento delle attività delle forze dell'ordine; la razionalizzazione dell'organizzazione giudiziaria nel suo

complesso in modo da accelerare i tempi della giustizia civile; e la riorganizzazione della rete consolare e

diplomatica. Il Governo attuerà i primi interventi dal 1° gennaio 2012 e darà conto dei progressi realizzati con

cadenza trimestrale.

Debito pubblico

Entro il 31 dicembre 2011, il governo affiderà l'elaborazione di un piano organico per l'abbattimento del

debito attraverso anche le dismissioni ad una commissione ristretta di personalità di prestigio, in collaborazione

con gli enti territoriali e con le principali istituzioni economiche e finanziarie nazionali ed internazionali.

Il costo degli apparati istituzionali

Il Governo riconosce la necessità di rafforzare gli interventi volti a ridurre i costi degli apparati istituzionali. In

particolare, verrà perseguita entro il 2012, una razionalizzazione e soppressione delle provincie e la

riallocazione delle funzioni delle Province alle Regioni o ai Comuni, in modo da assicurare un significativo

snellimento dei relativi apparati burocratici e degli organi rappresentativi. Verrà rafforzato il regime di

incompatibilità fra le cariche elettive ai diversi livelli di governo.

Il pareggio di bilancio

Il disegno di legge di riforma della Costituzione in materia di pareggio di bilancio è già all'esame della Camera

dei Deputati. L'obiettivo è quello di una sua definitiva approvazione entro la metà del 2012.

Con le modifiche introdotte con la Legge n.39/2011 alla "Legge di contabilità e finanza pubblica (L. 196/2009)

è stata rivista la normativa relativa alle coperture finanziarie delle leggi a vantaggio del rafforzamento della

relativa disciplina fiscale. In particolare, per la copertura degli oneri correnti della legge di stabilità è stata

circoscritta la possibilità di utilizzare il miglioramento del risparmio pubblico, escludendo la possibilità di

finanziare con tali risorse nuove o maggiori spese correnti.

Definire le ulteriori misure correttive eventualmente necessarie

Il Governo monitorerà costantemente l'andamento dei conti pubblici. Qualora il deterioramento del ciclo

economico dovesse portare a un peggioramento nei saldi il Governo interverrà prontamente. L'utilizzo del

Fondo per esigenze indifferibili sarà vincolato all'accertamento, nel giugno del 2012, di andamenti dei conti

pubblici coerenti con l'obiettivo per l'indebitamento netto del prossimo anno.

D.    CONCLUSIONI

Siamo sicuri che, con l'impegno di tutti, scaturito dalla consapevolezza che ci troviamo a fronteggiare

problemi che riguardano l'intera Unione e la tenuta stessa della moneta comune, dunque problemi non

circoscrivibili a questa o quella debolezza o forza nazionali, consegneremo ai giovani un'Europa più forte e più

coesa.

26 ottobre 2011 19:46

 

 

La lettera dell'Italia all'Ue

PREMESSA

L'Italia ha sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a farlo. Quest'estate il Parlamento

italiano ha approvato manovre di stabilizzazione finanziaria con un effetto correttivo sui saldi di bilancio al

2014 pari a 60 miliardi di euro. Sono state così create le condizioni per raggiungere il pareggio di bilancio nel

2013, con un anno di anticipo rispetto a quanto richiesto dalle istituzioni europee. Dal 2012, grazie

all'aumentato avanzo primario, il nostro debito scenderà.

Tuttavia, siamo consapevoli della necessità di presentare un piano di riforme globale e coerente.

La situazione italiana va letta tenendo in debita considerazione gli equilibri più generali che coinvolgono l'intera

area europea. Mesi di tensioni sui mercati finanziari e di aggressioni speculative contro i debiti sovrani sono,

infatti, il segnale inequivocabile di una debolezza degli assetti istituzionali dell'area euro.

Per quel che riguarda l'Italia, consapevoli di avere un debito pubblico troppo alto e una crescita troppo

contenuta, abbiamo seguito sin dall'inizio della crisi una politica attenta e rigorosa.

Dal 2008 ad oggi il nostro debito pubblico è cresciuto, in rapporto al Pil, meno di quello di altri importanti paesi

europei. Inoltre, la disciplina da noi adottata ha portato a un bilancio primario in attivo. Situazione non comune

ad altri Paesi.

Se problemi antichi, come quello del nostro debito pubblico, danno luogo oggi a ulteriori e gravi pericoli, ciò

è soprattutto il segno che la causa va cercata non nella loro sola esistenza, ma nel nuovo contesto nel

quale ci si è trovati a governarli.

A.    I FONDAMENTALI DELL'ECONOMIA

Il Governo italiano ha risanato i conti pubblici e conseguirà l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013. Il

debito pubblico in rapporto al PIL è stato ricondotto su un sentiero di progressiva riduzione.

Nel 2014 avremo un avanzo di bilancio (corretto per il ciclo) pari allo 0,5% del PIL, un avanzo primario pari al

5,7% del PIL e un debito pubblico al 112,6% del PIL. Per realizzare questo obiettivo sono state approvate

durante l'estate in tempi record due importanti manovre di finanza pubblica che comporteranno una

correzione del deficit tendenziale nel quadriennio 2011-2014 pari rispettivamente a 0,2%, 1,7%, 3,3% e 3,5%

del PIL. Nel 2011 si prevede un avanzo primario consistente pari allo 0,9% del PIL. Nonostante l'aumento

delle spese per il servizio del debito, questo consentirà la riduzione del rapporto debito/PIL già nel 2012. I dati

relativi ai primi otto mesi dell'anno in corso sono coerenti con questi obiettivi.

È doveroso segnalare che la nuova serie dei conti nazionali indica che nel 2010 il Pil italiano è cresciuto

dell'1,5% e non dell'1,3% e, nei due anni della crisi, il Pil si è ridotto meno di quanto prima stimato (-1,2%

invece di -1,3% nel 2008 e -5,1% invece di -5,2% nel 2009).

Come conseguenza della revisione contabile operata da Eurostat il rapporto deficit/Pil, che è stato confermato

a 4,6% per il 2010, è praticamente allineato a quello della Germania, rivisto dal 3,3% al 4,3%. Si noti, inoltre,

che l'Eurostat ha rettificato al rialzo anche i rapporti deficit/Pil della Francia (dal 7% al 7,1%), della Spagna

(dal 9,2% al 9,3%), della Grecia (dal 10,5% al 10,6%) e del Portogallo (dal 9,1% al 9,8%).

 

 

In conclusione, nel 2010 l'Italia aveva, insieme alla Germania, il comportamento largamente più virtuoso

in termini di indebitamento netto in rapporto al Pil.

B.    CREARE CONDIZIONI STRUTTURALI FAVOREVOLI ALLA CRESCITA

Siamo ora impegnati nel creare le condizioni strutturali favorevoli alla crescita. Il Governo ritiene

necessario intervenire sulla composizione del bilancio pubblico per renderla più favorevole alla crescita.

Con questo obiettivo il Governo intende operare su quattro direttrici nei prossimi 8 mesi:

-     Entro 2 mesi, la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all'attività economica, così da

consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori;

-     Entro 4 mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca

il dinamismo delle imprese;

-     Entro 6 mesi, l'adozione di misure che favoriscano l'accumulazione di capitale fisico e di capitale

umano e ne accrescano l'efficacia;

-     Entro 8 mesi, il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e

favorire una maggiore partecipazione.

Nei prossimi 4 mesi è, ad ogni modo, prioritario aggredire con decisione il dualismo Nord-Sud che

storicamente caratterizza e penalizza l'economia italiana. Tale divario si estrinseca in un livello del Pil del

Centro-Nord Italia che eguaglia il livello delle migliori realtà europee, e quello del Mezzogiorno, che è

collocato in fondo alla graduatoria europea.

A riguardo, l'esecutivo è intenzionato a utilizzare pienamente i fondi strutturali, impegnandosi in una loro

revisione globale, inclusi quelli per lo sviluppo delle infrastrutture, allo scopo di migliorarne l'utilizzo e

ridefinirne le priorità in stretta collaborazione con la Commissione Europea. Tale revisione consentirà

un'accelerazione, una riconsiderazione delle priorità dell'uso dei Fondi e una regia rafforzata, dove l'Italia è

disposta a chiedere un sostegno tecnico alla commissione europea per la realizzazione di questo ambizioso

obiettivo. Il programma straordinario per lo sviluppo del Mezzogiorno è definito in maniera evocativa

"Eurosud" e nasce dalla convinzione che la crescita del Sud è la crescita dell'Italia intera.

Il Governo, quindi, definirà ed attuerà la revisione strategica dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali

2007-2013. Tale revisione risponde alle Raccomandazioni del Consiglio del 12 luglio 2011 sul Programma

Nazionale di Riforma dell'Italia.

Esso si basa su una più forte concentrazione dei Programmi sugli investimenti maggiormente in grado di

rilanciare la competitività e la crescita del Paese, segnatamente intervenendo sul potenziale non utilizzato nel

Sud, e su un più stringente orientamento delle azioni ai risultati (istruzione, banda larga, ferrovie, nuova

occupazione). Tale revisione potrà comportare una riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale dei

programmi comunitari.

Le risorse resesi disponibili a seguito di questa riduzione saranno programmate attraverso un percorso di

concertazione tra il Ministro delegato alle politiche di coesione, il Commissario europeo competente e le

regioni interessate basato su una cooperazione rafforzata con la Commissione europea attraverso un apposito

gruppo di azione.

 

 

Tale piano d'azione sarà definito entro il 15 novembre 2011.

La creazione delle condizioni strutturali per la crescita dell'intero Paese passa inevitabilmente per la

revisione delle politiche di:

 

a.

promozione e valorizzazione del capitale umano;

b.

efficientamento del mercato del lavoro;

c.

apertura dei mercati in chiave concorrenziale;

d.

sostegno all'imprenditorialità e all'innovazione;

e.

semplificazione normativa e amministrativa;

f.

modernizzazione della pubblica amministrazione;

g.

efficientamento e snellimento dell'amministrazione della

giustizia;

h.

accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia;

i.

riforma dell'architettura costituzionale dello Stato.

a.    Promozione e valorizzazione del capitale umano

L'accountability delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove INVALSI), definendo per

l'anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si

valorizzerà il ruolo dei docenti (elevandone, nell'arco d'un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale

relativo); si introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento.

Si amplieranno autonomia e competizione tra Università. Si accrescerà la quota di finanziamento legata alle

valutazioni avviate dall'ANVUR e si accresceranno i margini di manovra nella fissazione delle rette di

iscrizione, con l'obbligo di destinare una parte rilevante dei maggiori fondi a beneficio degli studenti meno

abbienti. Si avvierà anche uno schema nazionale di prestiti d'onore.

Da ultimo, tutti i provvedimenti attuativi della riforma universitaria saranno approvati entro il 31 dicembre

2011.

b.    Efficientamento del mercato del lavoro

È prevista l'approvazione di misure addizionali concernenti il mercato del lavoro.

1.    In particolare, il Governo si impegna ad approvare entro il 2011 interventi rivolti a favorire l'occupazione

giovanile e femminile attraverso la promozione: a. di contratti di apprendistato contrastando le forme improprie

di lavoro dei giovani; b. di rapporti di lavoro a tempo parziale e di contratti di inserimento delle donne nel

mercato del lavoro; c. del credito di imposta in favore delle imprese che assumono nelle aree più

svantaggiate.

2.    Entro maggio 2012 l'esecutivo approverà una riforma della legislazione del lavoro a. funzionale alla

maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell'impresa anche attraverso una nuova

regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato; b. più

stringenti condizioni

 

 

nell'uso dei "contratti para-subordinati" dato che tali contratti sono spesso utilizzati per lavoratori formalmente

qualificati come indipendenti ma sostanzialmente impiegati in una posizione di lavoro subordinato.

c.        Apertura dei mercati in chiave concorrenziale

Entro il 1° marzo 2012 saranno rafforzati gli strumenti di intervento dell'Autorità per la Concorrenza

per prevenire le incoerenze tra promozione della concorrenza e disposizioni di livello regionale o locale.

Verrà generalizzata, la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali in accordo con gli enti

territoriali.

Le principali disposizioni contenute nella bozza di disegno di legge sulla concorrenza riguardano i settori della

distribuzione dei carburanti e dell'assicurazione obbligatoria sui veicoli. Le misure relative al mercato

assicurativo sono state definite all'interno di una proposta di legge di iniziativa parlamentare, che è già stata

approvata dalla camera dei deputati ed è attualmente all'esame del senato. Le misure concernenti i mercati

della distribuzione carburanti sono state integralmente inserite nel Decreto Legge n.98/2011 e pertanto sono

già in vigore. Si è preferito adottare uno strumento legislativo quale il decreto che garantisce l'immediata

efficacia degli interventi. nel medesimo decreto legge sono state inserite anche altre disposizioni di apertura

dei mercati e liberalizzazioni, tra cui si ricorda in particolare la liberalizzazione in via sperimentale degli orari

dei negozi. Nel frattempo, fra i primi in Europa, l'Italia ha aperto alla concorrenza il mercato della

distribuzione del gas: sono stati adottati e saranno a breve pubblicati nella gazzetta ufficiale i regolamenti che

disciplinano le gare per l'affidamento della distribuzione del gas in ambiti territoriali più ampi dei comuni.

Già con il Decreto Legge n.138/2011 sono state adottate incisive misure finalizzate alla liberalizzazione delle

attività d'impresa e degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali. In particolare già si prevede che le

tariffe costituiscano soltanto un riferimento per la pattuizione del compenso spettante al professionista,

derogabile su accordo fra le parti. Il provvedimento sullo sviluppo conterrà recherà altre misure per rafforzare

l'apertura degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali.

Sempre in materia di ordini professionali, nella manovra di agosto, in tema di accesso alle professioni

regolamentate, è stato previsto che gli ordinamenti professionali debbano garantire che l'esercizio dell'attività

risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza, alla presenza diffusa dei professionisti su tutto il

territorio nazionale, alla differenziazione e pluralità di offerta che garantisca l'effettiva possibilità di scelta degli

utenti nell'ambito della più ampia informazione relativamente ai servizi offerti. Inoltre, già in sede di

conversione della manovra di luglio (DL n. 98/2011) è stato previsto che il Governo, sentita l'Alta

Commissione per la Formulazione di Proposte in materia di Liberalizzazione dei Servizi, elaborerà proposte

per la liberalizzazione dei servizi e delle attività economiche da presentare alle categorie interessate. Dopo 8

mesi dalla conversione del decreto legge, tali servizi si intenderanno liberalizzati, salvo quanto espressamente

regolato.

Verranno rafforzati i presidi a tutela della concorrenza nel campo dei servizi pubblici locali, con l'introduzione

a livello nazionale di sistemi di garanzia per la qualità dei servizi nei comparti idrico, dei rifiuti, dei trasporti,

locali e nazionali e delle farmacie comunali, seguendo rispettivamente questa sequenza temporale 3

mesi, 6 mesi, 9 mesi e 12 mesi.

Per quanto riguarda la riforma dei servizi pubblici locali che il Governo italiano - riprendendo quanto già

previsto dall'articolo 23 bis del DL 112/2008 - ha approvato nella manovra di agosto 2011 escludendo il

settore idrico a seguito di un referendum popolare. Con le disposizioni che si intende varare si rafforza il

processo di liberalizzazione e privatizzazione prevedendo che non è possibile attribuire diritti di esclusiva nelle

ipotesi in cui l'ente locale affidante non proceda alla previa verifica della realizzabilità di un sistema di

concorrenza nel

 

 

mercato, ossia di un sistema completamente liberalizzato. Inoltre, viene previsto un ampliamento delle

competenze dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonché un sistema di benchmarking al

fine di assicurare il progressivo miglioramento della qualità di gestione e di effettuare valutazioni comparative

delle diverse gestioni.

d.    Sostegno all'imprenditorialità e all'innovazione

Entro il 2011, al fine di favorire la crescita delle imprese il Governo prevede di utilizzare la leva fiscale per

agevolare la capitalizzazione delle aziende, con meccanismi di deducibilità del rendimento del capitale di

rischio. Verranno potenziati gli schemi a partecipazione pubblica diventure capital e private equity,

preservando la concorrenza nei relativi comparti.

Il Governo trasformerà le aree di crisi in aree di sviluppo, rendendo più semplice ed efficace la procedura per

definire i programmi di rilancio, che potranno essere finanziati anche con risorse comunitarie.

Forte impegno dell'esecutivo verso le PMI, destinando loro il 50% delle risorse non utilizzate ogni anno

del Fondo Rotativo per il Sostegno alle imprese e per gli investimenti in ricerca.

Questi interventi - insieme al Contratto di Sviluppo, già operativo - rientrano a pieno titolo nell'ambito

del riordino generale degli incentivi contenuto nello Statuto delle Imprese, che diventerà legge nelle

prossime settimane.

Per garantire la liquidità delle imprese si prevede un sistema di certificazione di debiti delle Pubbliche

Amministrazioni locali nei confronti delle imprese stesse al fine di consentire lo sconto e successivo

pagamento da parte delle banche, in conformità alle procedure di calcolo Eurostat e senza impatto

addizionale sull'indebitamento della Pubblica Amministrazione.

e.    Semplificazione normativa e amministrativa

Il Governo incentiva la costituzione di "zone a burocrazia zero" in tutto il territorio nazionale in via

sperimentale per tutto il 2013, anche attraverso la creazione dell'U.L.G. - Ufficio Locale dei Governi quale

autorità unica amministrativa che coinvolgerà i livelli locali di governo in passato esclusi.

Il Governo mira a semplificare la costituzione del bilancio delle S.r.l., la digitalizzazione del deposito dell'atto

di trasferimento delle quote delle società e lo snellimento in materia di vigilanza delle società di capitali e degli

organi di controllo.

I rapporti con la pubblica amministrazione diventeranno più snelli grazie alla completa sostituzione dei

certificati con delle autocertificazioni, mentre le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione

resteranno valide solo nei rapporti tra privati.

I controlli sulle imprese si ispireranno a criteri di semplicità e proporzionalità, al fine di evitare duplicazioni e

sovrapposizioni che possano recare intralcio al normale esercizio delle attività imprenditoriali.

Da ultimo, per quanto riguarda la semplificazione amministrativa verrà completata nei prossimi 6 mesi la

strategia di revisione della regolamentazione settoriale, elaborando proposte puntuali di semplificazione dei

procedimenti e monitorandone gli effetti. Verrà rafforzata e accelerata l'attuazione del programma di

misurazione e riduzione degli oneri amministrativi derivanti da obblighi di tipo informativo previsti da leggi

statali (MOA).

 

 

Inoltre, ove la disciplina sia di fonte regionale e locale, verranno rafforzati ed estesi gli incentivi previsti dalla

manovra estiva per i procedimenti amministrativi relativi all'avvio e alla svolgimento dell'attività d'impresa.

L'obiettivo è quello di migliorare il posizionamento dell'Italia nella graduatoria internazionale relativa al Doing

Business, nei prossimi 3 anni.

f.    Modernizzazione della pubblica amministrazione

La pubblica amministrazione è un volano fondamentale della crescita. Stiamo creando le condizioni perché la

pubblica amministrazione sia pronta ad accompagnare la ripresa, svolgendo una funzione di servizio allo

sviluppo e non di zavorra burocratica. Ecco perché la semplificazione, la trasparenza e la meritocrazia sono

fondamentali. Un tassello rilevante è costituito dalla piena attuazione della Riforma Brunetta della pubblica

amministrazione, in particolar modo dalle misure che rafforzano il ruolo della Commissione per la Valutazione,

la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni pubbliche (istituita nel dicembre del 2009) e le cui

competenze saranno integrate con il disegno di legge in materia di anticorruzione, già approvato dal Senato, e

attualmente all'esame della Camera dei Deputati. Esso rappresenta un passaggio importante per la completa

implementazione della riforma della pubblica amministrazione in quanto individua una nuova governance per

l'attività di prevenzione e contrasto della corruzione, affidando le funzioni alla Commissione e individuando

con estrema puntualità le modalità di accrescimento del livello di trasparenza della pubblica amministrazione.

Per rendere più efficiente, trasparente, flessibile e meno costosa la pubblica amministrazione tanto a livello

centrale quanto a livello degli enti territoriali (oltre al vigente blocco del turnover del personale) renderemo

effettivi con meccanismi cogenti/sanzionatori: a. la mobilità obbligatoria del personale; b. la messa a

disposizione (Cassa Integrazione Guadagni) con conseguente riduzione salariale e del personale; c. il

superamento delle dotazioni organiche.

Contestualmente all'entrata in vigore della legge costituzionale recante l'abolizione e la razionalizzazione delle

province è prevista l'approvazione di una normativa transitoria per il trasferimento del relativo personale nei

ruoli delle regioni e dei comuni.

g.    Efficientamento e snellimento dell'amministrazione della giustizia

Proseguendo sulla linea delle misure definite in estate, verranno rafforzati il contrasto della litigiosità e la

prevenzione del contenzioso (anche attraverso la costituzione presso il Ministero della Giustizia di un gruppo

tecnico che individui situazioni a forte incidenza di litigiosità e proponga specifici interventi di contrasto).

Entro il 30 aprile 2012 verrà completato il progetto in corso presso il Ministero della Giustizia per la

creazione di una banca dati centralizzata per le statistiche civili e per quelle fallimentari. Verranno rafforzati i

meccanismi incentivanti per gli uffici virtuosi di cui alla Legge n. 111 del 2011. L'obiettivo è quello della

riduzione della durata delle controversie civili di almeno il 20 per cento in 3 anni.

h.      Accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia

Oltre alla realizzazione degli investimenti già concordati con le società concessionarie, il Governo solleciterà

una maggiore partecipazione degli investitori privati, definendo entro il 31 dicembre 2011 standard

contrattuali tipo che facilitino il ricorso al project financing, con una più chiara ed efficiente allocazione dei

rischi tra le parti e accrescendo le certezze sulla redditività dell'opera e la prevenzione di comportamenti di

tipo monopolistico nella determinazione dei pedaggi. Verrà rafforzata la qualità della programmazione

finanziaria pubblica, definendo obiettivi pluriennali di spesa e concentrando le risorse su progetti considerati

strategici.

 

 

Il Governo è impegnato nella definizione nelle prossime 10 settimane di alcune opere immediatamente

cantierabili, su proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che potranno beneficiare, a titolo di

contributo al finanziamento, della defiscalizzazione (IRAP, IRES) a vantaggio dei concessionari dell'opera

stessa. Inoltre sono previste una serie di semplificazioni e velocizzazioni nelle procedure di approvazione dei

progetti da parte del CIPE e la suddivisione degli appalti in lotti funzionali per garantire alle PMI un accesso

facilitato.

Si prevede lo sblocco degli investimenti privati grazie alla semplificazione delle procedure relative ai contratti

di programma dei maggiori aeroporti italiani. Infine, sono previste norme mirate all'ottimizzazione delle

gestioni negli impianti portuali e di semplificazione in materia di trasporto eccezionale su gomma.

Da ultimo, è in corso di predisposizione una garanzia "reale" dello Stato (attraverso propri beni immobili, e non

solo di natura finanziaria) per i mutui prima casa di giovani coppie, prive di contratto di lavoro a tempo

indeterminato. Questo garantirà un nuovo impulso al mercato immobiliare e alle nuove famiglie.

i.    Riforma dell'architettura costituzionale dello Stato

Il Governo italiano è impegnato in un processo di complessiva riforma costituzionale. Essa riguarda tanto

l'assetto costituzionale dei poteri, quanto la cornice normativa volta a promuovere le condizioni di sviluppo del

mercato e una disciplina più rigorosa delle finanze pubbliche.

Pur nella complessità del processo di revisione costituzionale l'Italia intende giungere all'approvazione

della prima lettura di tali disegni di legge costituzionale entro i prossimi 6/12 mesi.

In particolare, quanto alla riforma dello Stato, si tratta dei seguenti provvedimenti:

a.    Disegno di legge (già approvato in prima lettura alla Camera) sulla modifica dell'elettorato attivo e

passivo

per l'elezione al Parlamento nazionale al fine di garantire una maggiore partecipazione giovanile alla vita

politica.

b.    Due disegni di legge (all'esame del Parlamento) di riforma complessiva dell'organizzazione dei vertici

delle

istituzioni politiche, con particolare riferimento alla riduzione significativa del numero dei parlamentari,

all'abolizione delle province, alla riforma in senso federale dello Stato, alla maggiore efficienza dei meccanismi

decisionali e al rafforzamento del ruolo dell'esecutivo e della maggioranza.

Sul secondo versante, relativo alla disciplina del mercato e al rigore della finanza pubblica, si prevede:

a.    Un disegno di legge (la cui approvazione è in corso proprio in questi giorni presso la Camera dei deputati)

di

riforma degli articoli della costituzione relativi alla libertà di iniziativa economica e alla tutela della

concorrenza,

nonché alla riforma della pubblica amministrazione in funzione della valorizzazione dell'efficienza e del merito.

b.    Un disegno di legge sull'introduzione del vincolo di pareggio di bilancio sul modello già seguito in altri

ordinamenti europei.

A tal fine si deve ricordare che l'articolo 138 della Costituzione Italiana impone che le leggi costituzionali

ad intervallo non minore di tre mesi. Quindi, anche con la massima celerità possibile, le riforme

costituzionali richiedono dei tempi minimi imprescindibili.

Le conseguenti leggi attuative saranno successivamente attuate senza indugio, non essendovi vincoli temporali

nell'ambito della Costituzione.

 

 

C.    UNA FINANZA PUBBLICA SOSTENIBILE

Le pensioni

Nella attuale legislatura la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi che hanno reso a

regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali

choc negativi.

Grazie al meccanismo di aggancio dell'età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010 (art. 12 commi

12-bis e 12-ter, DL 78/2010, come modificato con art. 18 comma 4, DL 98/2011), il Governo italiano prevede

che il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026.

Sono già stati rivisti i requisiti necessari per l'accesso al pensionamento di anzianità. Tali requisiti

aumenteranno gradualmente fino ad arrivare a regime a partire dal 2013. Questi requisiti sono in ogni caso

agganciati in aumento all'evoluzione della speranza di vita.

La delega fiscale e assistenziale previdenziale

Il provvedimento di iniziativa governativa è già all'esame del Parlamento e sarà approvato, entro il 31

gennaio 2012, quindi con tempi compatibili all'emanazione dei provvedimenti delegati entro il 2012.

Comunque, anche al fine di accrescere la fiducia degli investitori, nel rispetto del percorso di risanamento

programmato, il Governo ha fornito, con la Legge 148 del 14 settembre 2011, le risorse che saranno reperite

con l'esercizio della delega per la riforma dei sistemi fiscale e assistenziale sulla base degli attuali regimi di

favore fiscale e delle sovrapposizioni fra agevolazioni e conseguenti inefficienze ad oggi individuate. Tali

risorse ammontano ad almeno 4 miliardi di euro nell'anno 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi di euro annui

a decorrere dal 2014. Contestualmente, per dare massima garanzia sul rispetto dei saldi è stata introdotta una

clausola di salvaguardia. La clausola prevede che, in caso di ritardo nell'attuazione della delega oltre il 30

settembre 2012, le agevolazioni fiscali vigenti saranno ridotte del 5% per l'anno 2012 e del 20% a decorrere

dal 2013. In alternativa, anche parziale, si è stabilita la possibilità di disporre con decreto del Presidente del

consiglio, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, la rimodulazione delle aliquote delle imposte

indirette, inclusa l'accisa.

In breve, qualora la delega non fosse esercitata entro il 30 settembre 2012 o le nuove disposizioni fiscali e

assistenziali non siano in grado di garantire un sufficiente effetto positivo sul deficit (almeno 4 miliardi nel

2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi a partire dal 2014), si avrà una riduzione automatica delle agevolazioni

fiscali che garantirà comunque il raggiungimento degli obiettivi di risparmio. Viceversa, se la delega verrà

esercitata entro il termine e le nuove disposizioni garantiranno effetti di risparmio almeno pari a quelli previsti,

non si procederà dunque al taglio automatico delle agevolazioni.

Le dismissioni

Entro il 30 novembre 2011, il Governo definirà un piano di dismissioni e valorizzazioni del patrimonio

pubblico che prevede almeno 5 miliardi di proventi all'anno nel prossimo triennio. Previo accordo con la

Conferenza Stato-Regioni, gli enti territoriali dovranno definire con la massima urgenza un programma di

privatizzazione delle aziende da essi controllate. I proventi verranno utilizzati per ridurre il debito o realizzare

progetti di investimento locali.

La razionalizzazione della spesa pubblica

 

 

Il Governo ribadisce l'impegno a definire entro il 31 dicembre 2011 il programma per la riorganizzazione

della spesa previsto dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148, in particolare per quanto riguarda: l'integrazione

operativa delle agenzie fiscali; la razionalizzazione di tutte le strutture periferiche dell'amministrazione dello

Stato e degli enti della previdenza pubblica in modo da creare sinergie e ottimizzare l'uso delle risorse; il

coordinamento delle attività delle forze dell'ordine; la razionalizzazione dell'organizzazione giudiziaria nel suo

complesso in modo da accelerare i tempi della giustizia civile; e la riorganizzazione della rete consolare e

diplomatica. Il Governo attuerà i primi interventi dal 1° gennaio 2012 e darà conto dei progressi realizzati con

cadenza trimestrale.

Debito pubblico

Entro il 31 dicembre 2011, il governo affiderà l'elaborazione di un piano organico per l'abbattimento del

debito attraverso anche le dismissioni ad una commissione ristretta di personalità di prestigio, in collaborazione

con gli enti territoriali e con le principali istituzioni economiche e finanziarie nazionali ed internazionali.

Il costo degli apparati istituzionali

Il Governo riconosce la necessità di rafforzare gli interventi volti a ridurre i costi degli apparati istituzionali. In

particolare, verrà perseguita entro il 2012, una razionalizzazione e soppressione delle provincie e la

riallocazione delle funzioni delle Province alle Regioni o ai Comuni, in modo da assicurare un significativo

snellimento dei relativi apparati burocratici e degli organi rappresentativi. Verrà rafforzato il regime di

incompatibilità fra le cariche elettive ai diversi livelli di governo.

Il pareggio di bilancio

Il disegno di legge di riforma della Costituzione in materia di pareggio di bilancio è già all'esame della Camera

dei Deputati. L'obiettivo è quello di una sua definitiva approvazione entro la metà del 2012.

Con le modifiche introdotte con la Legge n.39/2011 alla "Legge di contabilità e finanza pubblica (L. 196/2009)

è stata rivista la normativa relativa alle coperture finanziarie delle leggi a vantaggio del rafforzamento della

relativa disciplina fiscale. In particolare, per la copertura degli oneri correnti della legge di stabilità è stata

circoscritta la possibilità di utilizzare il miglioramento del risparmio pubblico, escludendo la possibilità di

finanziare con tali risorse nuove o maggiori spese correnti.

Definire le ulteriori misure correttive eventualmente necessarie

Il Governo monitorerà costantemente l'andamento dei conti pubblici. Qualora il deterioramento del ciclo

economico dovesse portare a un peggioramento nei saldi il Governo interverrà prontamente. L'utilizzo del

Fondo per esigenze indifferibili sarà vincolato all'accertamento, nel giugno del 2012, di andamenti dei conti

pubblici coerenti con l'obiettivo per l'indebitamento netto del prossimo anno.

D.    CONCLUSIONI

Siamo sicuri che, con l'impegno di tutti, scaturito dalla consapevolezza che ci troviamo a fronteggiare

problemi che riguardano l'intera Unione e la tenuta stessa della moneta comune, dunque problemi non

circoscrivibili a questa o quella debolezza o forza nazionali, consegneremo ai giovani un'Europa più forte e più

coesa.

26 ottobre 2011 19:46